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La beneficenza è di moda
Gara di solidarietà, all’insegna del "lo si fa e lo si dice"
Non lo fo per piacer mio, ma per far bene agli altri… Nel panorama degli eventi, il buon cuore fa sempre più notizia e pare che se ne siano accorti tutti, anche i più tirchi. Inutile: la beneficenza, paga.
Lo hanno capito da un pezzo stilisti, cantanti e politici. Luciano Pavarotti ogni anno ci riprova: a Modena si scatena con inviti a big della musica che arrivano da tutto il mondo e Milly Carlucci spalanca gli occhi sempre di più (sarà forse la miopia?).
In platea, Giorgio Armani, nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha sfilato in impeccabile abito blu con al fianco di una modella che, neanche a dirlo, indossava una sua creazione… Nel gotha dei “buoni” figuravano da Maria Pia Fanfani a Renato Balestra, mentre tra i nuovi benefattori, Simona Ventura e Natasha Stefanenko. Il tutto, naturalmente, comunicato con fanfara...
A vincere, in ogni caso, è il messaggio mediatico pro beneficenza. Come Maria Pia Fanfani sotto sotto, ambisce al Nobel per la pace, così, gli artisti, vogliono essere ricordati non solo per il talento, ma anche per la generosità.
Ci sono anche dame romane e milanesi si danno da fare: non ultima Marinella Di Capua, anima dell’Associazione Sos. Per il tradizionale pranzo delle “Maggioline”, così detto perché organizzato ogni anno per festeggiare le dame nate nel mese mariano, ha organizzato un meeting al Four Seasons con inclusa vendita benefica.
Ad essere proposti, gli originali quadri dei pittori Daniela Ria e Antonio Molino (vedi box a lato) che raffigurano cani e gatti, la prima, e persone in costume, il secondo. Il ricavato della vendita sarà in parte devoluto all’organizzazione della Di Capua: piccola, ma coraggiosa… e soprattutto poco "fanfarata". Se siete per il detto “Dio dammi la castità e la costanza, ma non darmeli adesso”, allora tutto ciò non fa per voi.
27 maggio 2002
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