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Informatica solidale

Simputer, un computer per i poveri del mondo

Si chiama Simputer. È indiano, costa poco e promette miracoli. Questo è il ritratto del rustico palmare che per prezzo e caratteristiche consentirà a milioni di persone di varcare la soglia della rete, di correre verso gli orizzonti sconosciuti del progresso. Un sogno tale da rendere obsoleta l'espressione "digital divide" perché porterà informazioni e conoscenze fin dove non sono mai arrivate, cavalcando l'onda della globalizzazione solidale.

L'invenzione che potrebbe dar luogo a una rivoluzione culturale prende origine nelle menti di un gruppo di scienziati indiani. Il loro sogno? Mettere a punto un pc che consenta ai poveri della Terra di sfruttare i vantaggi e le promesse delle nuove tecnologie. Un'impresa lodevole se non ci fossero difficoltà insormontabili: in India esistono centinaia di lingue e dialetti e un terzo della popolazione è analfabeta.

Il team guidato dal professore Vijay Chandru si rimbocca le maniche iniziando il progetto nel 1998 e in quattro e quattr'otto sviluppa un apparecchio dalle caratteristiche straordinarie. Così nasce Simputer, ovvero "simple, inexpensive, multilingual people's computer", un palmare veloce e potente ma nello stesso tempo compatibile con le idiosincrasie degli utenti a cui è destinato. L'apparecchio utilizza infatti interfacce intuitive estremamente semplici: pochi comandi, un touch-screen e tanta sostanza.

E il prezzo? Gli ideatori hanno pensato anche a quello. Un Simputer dovrebbe costare circa 200 dollari, una somma stratosferica per gli abitanti dei paesi in via di sviluppo ma accessibile per una comunità. D'accordo, ma il software costa... No, se si utilizza il sistema operativo gratuito Linux e altri programmi open source. Anche il problema dell'eterogeneo panorama linguistico indiano è stato risolto da un programma "text to speech" che legge i testi. Per il momento solamente in inglese e in tre lingue nazionali ma in futuro saranno disponibili molte altre lingue. Insomma le premesse per il successo ci sono tutte.

Ormai anche l'informatica si è convertita al no profit. Simputer è la risposta indiana all'oscurantismo del sottosviluppo. Ed è probabile che sia quella giusta se lo stesso padre del microcredito Muhammad Yunus  (vedi box a lato) lo ha descritto come "la lampada di Aladino dei poveri".

30 maggio 2002

  Michel Paganini
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Digital divide
Il "digital divide" ossia il divario tecnologico spaventa. Qualche cifra? Il 60 % della popolazione africana vive in condizioni di povertà e detiene il 5 % degli accessi telematici. Ci sono più connessioni a internet a Manhattan che in tutta l'Africa. Due miliardi di persone al mondo non hanno mai fatto una telefonata.
Muhammad Yunus
Conosciuto soprattutto come banchiere dei poveri Yunus Muhammad è un economista del Bangladesh che ha rivoluzionato le regole del mondo bancario creando il microcredito. Con la fondazione della Grameen Bank ha ottenuto l'apertura di una linea di crediti minuscoli (i più alti superavano a malapena i venti dollari) senza nessuna richiesta di garanzia e senza moduli da riempire. Il suo modello è stato esportato con successo in vari paesi in via di sviluppo.
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