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alla sbarra 
Un dobermann sotto processo

I padroni, accusati di favorire un latitante, sono stati assolti

Non sempre portarsi in vacanza il proprio cane si rivela una buona idea: il migliore amico dell'uomo può involontariamente essere fonte di equivoci. E finire addirittura lui stesso sotto "processo", accusato di favorire la latitanza di un omicida. È capitato a due ragazzi nell'agosto del 1997, in campeggio a Santa Serena di Supino (Frosinone): due venticinquenni, in tenda con un dobermann.

Nei pressi della loro tenda c'è quella di un altro uomo: si tratta di un superlatitante (Nello Ciangola), evaso dal carcere di Frosinone. All'improvviso alcuni poliziotti, da tempo impegnati nelle ricerche, irrompono sulla scena e arrestano l'uomo. Vacanza rovinata per i due giovani?

Proprio così: immediatamente i poliziotti pensano che tra i ragazzi e il latitante ci sia un legame, che sarebbe costituito proprio dal cane, che ha accompagnato i campeggiatori in gita. Gli inquirenti hanno ipotizzato che il cane fosse usato come strumento per favorire la latitanza dell'omicida, fuggito in montagna. C'è un fatto, tuttavia, che ha scagionato i due: l'animale non ha abbaiato per avvertire i propri padroni dell'arrivo dei poliziotti. Se era uno "strumento" usato per avvertire del pericolo, dunque, non è servito allo scopo: non ha salvato il latitante dall'arresto.

Più facile che i campeggiatori siano estranei alla faccenda, che siano rimasti vittima di una semplice coincidenza. Lo ha pensato anche il giudice: il cane ha dunque salvato il padrone da una condanna. Il processo si è svolto in due udienze: ai testimoni ascoltati, nel corso della prima e della seconda, il legale dei giovani ha domandato se il cane da guardia avesse abbaiato all'arrivo delle forze dell'ordine. Il suo silenzio ha salvato i ragazzi, per i quali in un primo tempo si era parlato di favoreggiamento. Poi sono stati assolti, perché il fatto non sussiste.

25 maggio 2002

  Isabella Lopardi
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Dobermann
Il dobermann è un cane da guardia e da difesa: ha un corpo snello e una testa lunga e affusolata; gli arti sono sottili, il pelo è corto e nero. Il nome della razza deriva dal nome dell'uomo che l'ha selezionata per la prima volta: Karl Friedrich Luis Dobermann. Quest'uomo ha lavorato come esattore delle tasse, guardiano notturno e persino esecutore di sequestri giudiziari. Per il suo lavoro gli era necessario un cane da difesa: ha così deciso di crearsene uno... su misura.
Cimitero
Il "colle azzurro" è un cimitero per cani e gatti che occupa una superficie di 3000 metri quadrati. È stato allestito a Bolignano (Ancona) ed è stato realizzato dalla Cooperativa sociale Atlantide. Secondo il progetto, avviato da due anni, potrà ospitare in un primo momento 200 animali. Non si tratta soltanto di una sistemazione dignitosa per animali domestici, ma anche di una fonte di occupazione.
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