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homo tecnologicus 
Il computer che ti spia l'anima

La macchina inventata da Javier Movellan è in grado di riconoscere le emozioni di chi ha davanti a sè

Non ha un nome ma nelle intenzioni dei suoi creatori è di sicuro l'uomo tecnologico più strabiliante dell'anno.

È un computer, ma per certi aspetti anche un uomo: riesce infatti a comprendere lo stato d'animo di chi gli sta davanti e dunque a superare quel divario tra macchina e uomo, tra calcolo e emozione, che fino ad oggi sembrava insormontabile. Riesce insomma a entrare nella nostra anima, passando attraverso quella piccola porticina che è l'espressione della nostra faccia.

Il segreto? Una capacità di calcolo pressochè infinita che ha permesso ai suoi creatori di catalogare elettronicamente più di 100.000 volti umani "in azione", scomponendo ogni singola espressione in minuscoli segmenti di movimenti dei muscoli facciali, spostamenti degli occhi e della bocca, rughe della fronte.

Suo padre, lo scienziato Javier Movellan (fondatore nel 1999 del Machine Perception Laboratory) è uno dei massimi studiosi di Human Computer Interaction, interazione uomo-macchina, una disciplina a cui è dedicato un centro molto importante anche in Italia: l'Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica di Trento. L'idea di questo computer in grado di leggere le emozioni è scaturita dalla convinzione che le macchine, per essere sempre più vicine all'uomo, devono imparare a comunicare come lui. E, visto che la comunicazione affettiva, emozionale tra gli uomini (uno sguardo, un sorriso) riesce a volte a sostituire quella verbale, Movellan ha deciso di concentrarsi e di lavorare proprio su questa. I risultati sono stati davvero stupefacenti, ma le applicazioni lo saranno ancora di più.

Basti pensare ad esempio ai primi prototipi di auto con un computer emozionale a bordo (Pod) che, in base allo stato d'animo dei passeggeri decide se attivare l'aria condizionata oppure la riproduzione di un cd di musica classica. La capacità dei computer di riconoscere gli stati d'animo degli uomini potrebbe essere applicata inoltre per la diagnosi di alcune patologie psichiche, quali la depressione e la schizofrenia, che potrebbero essere individuate in alcune manifestazioni dalla macchina prima che dal terapeuta.

Insomma, da freddo calcolatore a qualcosa che "parla" con noi e che soprattutto sa ascoltarci. Il computer diventerà forse il nostro inseparabile compagno di vita quotidiano? Qualcuno sostiene che, pur senza sorridere, in realtà lo è già.

14 maggio 2002

  dalla rete
Intelligenza artificiale News2000 speciale su ia, androidi e reti neurali
Pod L'auto che prova emozioni
Machine Perception Laboratory Sito ufficiale
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Informatica affettiva
L'obiettivo di questa specifica branca dell'Intelligenza Artificiale è far si che il computer, attraverso l'acquisizione e l'elaborazione delle centinaia di migliaia di informazioni relative al volto umano e ai suoi movimenti, impara a riconoscere nei volti reali delle persone sentimenti come la gioia, la rabbia, la tristezza o la curiosità.
Pod
L'auto che prova emozioni, che sa ascoltare e guidare il proprio guidatore, è stata la novità che Sony e Toyota hanno presentato congiuntamente al Tokyo moto show. Pod è in grado di esprime le proprie emozioni attraverso dei led colorati ed un display grafico: le luci possono essere gialle o arancioni quando il cervellone dell'auto è felice, blu quando è triste e rossa quando è arrabbiata.
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