|
La pillola sotto accusa
Anticoncezionale o "del giorno dopo": è sempre polemica
Un processo è in corso all'Alta corte britannica: un processo enorme, che coinvolge le aziende farmaceutiche. È sotto accusa la pillola anti-concezionale che, se la tesi sostenuta da più di cento donne dovesse risultare fondata, avrebbe persino determinato casi di morte.
Questo gruppo di rappresentanti del gentil sesso muove contro le multinazionali Wyeth, Organon Laboratories e Schering, che non avrebbero informato a sufficienza i consumatori della potenziale pericolosità dei farmaci da loro prodotti. Ma... attenzione! Questo enorme procedimento non sarà comunque una novità assoluta.
Ci aveva già pensato lo scorso anno, in piccolo, il Tar del Lazio. In quel caso era alla sbarra la pillola del giorno dopo: un anticoncezionale che agisce in ritardo, a rapporto avvenuto, impedendo che si determini la gravidanza. La decisione del tribunale regionale è stata innovativa: la pillola del giorno dopo non agirebbe a gravidanza iniziata e non sarebbe da considerare alla stregua di un aborto.
Dunque, nulla di fatto: la pillola del giorno dopo non è illegittima. Ma come era cominciata la causa? Il Movimento per la vita e il Forum delle Associazioni Familiari avevano fatto ricorso, impugnando un decreto del ministero della Salute. Cosa volevano? Che un medicinale chiamato "Norlevo" che, per intenderci, altro non è se non la pillola del giorno dopo, fosse ritirato dal commercio.
Ma il Codacons aveva presentato una serie di motivazioni contro la tesi delle associazioni ricorrenti. Questa azione ha avuto esito positivo e il farmaco anticoncezionale è rimasto sul mercato. Mentre parliamo, il procedimento in Inghilterra è ancora pendente. Argomento che nel suo piccolo, in ambito simile se non identico, un tribunale regionale italiano aveva già trattato.
27 aprile 2002
|
|