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Ingegno spaziale

Thomas Kelly, creatore del Lem

«Quando venni scelto per guidare il gruppo di ingegneri che avrebbero dovuto creare da zero il Lem, il modulo per l'allunaggio, nessuno di noi sapeva che aspetto avrebbe avuto. Così lasciammo che fosse la funzionalità a determinare la forma. E di qui nacque quella specie di insetto che i primi astronauti che misero piede sulla Luna soprannominarono spider, ragno».

Così Thomas kelly raccontava, in un'intervista del 1966, la sua esperienza alla Grumman Space Station Integration Division, dove diede vita, insieme a oltre 3mila collaboratori, al modulo spaziale che consentì agli astronauti dell'Apollo 11 di mettere piede sulla Luna e, soprattutto, di ripartire.

Non solo: il 13 aprile 1970, 9 mesi dopo il primo allunaggio, l'Apollo 13 volava a 205mila miglia sopra la Terra. Un'esplosione del serbatoio d'ossigeno liquido aveva messo a repentaglio l'esito della missione, ma soprattutto la vita dei tre astronauti. E fu proprio Thomas Kelly a rispondere alla chiamata d'emergenza che arrivò da Houston. Il Lem era l'unico mezzo in grado di riportare quegli uomini sulla Terra e Kelly era l'unico uomo a conoscerne tutti i segreti. L'esito della vicenda, narrata anche in un film con Tom Hanks, è noto a tutti.

Dopo aver lavorato alla Grumman per ben 40 anni e dopo una carriera più che brillante, Kelly ha abbandonato il lavoro nel 1992, deciso a godersi la pensione con la moglie Joan e i sei figli (cinque maschi e una femmina). Nel 1997 i medici gli hanno diagnosticato un cancro ai polmoni e lo scorso 23 marzo Kelly si è spento nella sua casa di Long Island, New York.

Così lo ricorda Lynn Radcliffe, suo caro amico e manager di punta alla Grumman: «Un uomo coraggioso. Mentre tutti noi eravamo scettici, lui non ha mai ceduto un attimo all'idea che il modulo per l'allunaggio potesse non funzionare. Non esiste nessuno al mondo che conosca il Lem come lo conosceva lui e nonostante tutto non si è mai montato la testa, è sempre stato semplicemente "uno dei ragazzi". È un peccato che la morte ce lo abbia portato via».

23 aprile 2002

  Giorgia Camandona
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Tenente colonnello, è il quarto italiano ad andare nello spazio. In orbita dal 25 aprile con la missione "Marco Polo", Roberto Vittori ha 38 anni, è di Viterbo, sposato, ha due figli. Dal 1985 al 1989 frequenta l'Accademia aeronautica di Pozzuoli, poi una lunga specializzazione negli Usa, il brevetto spaziale americano e infine quello russo.
Umberto Guidoni
Nato il 18 agosto 1954 a Roma, Guidoni è tutt'ora l'unico italiano ad aver avuto l'onore e il privilegio di viaggiare sullo Shuttle, oltretutto per ben due volte. Insieme a Franco Malerba è stato il primo connazionale a portare il Tricolore nello spazio. Ha descritto così quel che ha visto da lassù: «I colori sono senza sfumature, l'assenza di atmosfera elimina i toni intermedi, la luce è accecante ed il buio è totale».
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