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A volte ritornano
Tutte le piccole manie dei grandi uomini e delle grandi donne a tavola
Per gli svezzati a omogeneizzati c'è un'inversione di marcia: la ricerca dei cibi genuini, tutti quei cibi dimenticati nelle credenze della nonna, persi nella memoria, sorpassati dalla nouvelle cousine.
Ormai tutti si buttano a capofitto sulla dieta, non solo dimagrante, ma anche un po' stramba, quella che "fa bene". Piccole manie e grandi spese vanno a braccetto nella neo alimentazione spinta, a volte, solo a cercare cavilli o a chiedere elementi introvabili, rompicapo per ristoratori o segretarie.
Così ritorna alla ribalta l'Orzoro, un prodotto noto ai figli del Carosello, il chiamato anche "caffè d'orzo", bevuto un po' con la bocca storta un tempo solo dai bambini che il caffè ancora non lo potevano bere. Invece adesso, è un must per i più grandi che tengono a non rasentare una crisi di nervi per il sommarsi dei troppi caffè sorseggiati durante la giornata. Personaggi noti come il fotografo glamour Giampaolo Barbieri e Andrea Host-Ivessich, fondatore di Napapijri, trovano la bevanda oltre che sana, depurativa.
Il finanziere Massimo Gatti, come del resto la famiglia Agnelli al completo, si serve solo da un noto pastificio napoletano la cui pasta costa il triplo di quella normale, ma pare sia più buona. Marta Marzotto, regina dei salotti da tempo immemore, oltre a bere lo champagne con il ghiaccio compera l'assenzio a Parigi e lo serve come bevanda pregiata. Il presidente della provincia di Milano, Ombretta Colli, ama il pesto con pomodori di Pachino, assolato luogo siculo, rigorosamente preparato dal Banqueting Designer, del guru del catering Federico Lorefice.
La curiosità più divertente la regala Roberto Piccinelli, buon vivent della notte e autore della "Guida al piacere e al divertimento": la cioccolata della pasticceria di Modica preparata su un'antica ricetta azteca. E il caviale? È ancora di moda, ma solo se comperato dall'iraniano Maleki, trapiantato a Firenze; da lui lo acquistano Massimo Gargia, Roberto Cavalli e molti vip tra stilisti e nobili non ancora decaduti, dato che comunque costa 1.300 euro al chilo.
1 aprile 2002
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