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Zapping tv: chi è meglio nel reame?
Un pomeriggio davanti alla televisione ti accorcia la vita: per fortuna c'è internet!
Se devi rimanere a letto con l'influenza hai due possibilità: leggere o guardare la televisione. Se la testa non scoppia, allora meglio leggere; ma se la febbre ti impedisce di concentrarti o gli occhi ti lacrimano, hai la sola scappatoia di guardare la televisione. Ed ecco che ti accorgi della qualità dei programmi, oserei dire scarsina.
Adesso che il "Chiambretti c'è" non c'è, per tirar tardi ci vuole Bruno Vespa, meglio detto "colonna" della Rai tv che, con il suo "Porta a Porta", a volte è veramente irritante. A parte farci vedere la Pivetti con il nuovo look (ma perché non cerca di essere più se stessa? Che bisogno ha di appesantirsi con gioielli vistosi? E frange e paillettes?) e a propinarci di continuo il dibattito sull'assassinio di Samuele, gli argomenti scarseggiano. Di giorno è ancora peggio: si salva la possibilità di cadere tra le braccia di Cucuzza o vedere qualche film, altrimenti il panorama è scarso.
E vogliamo parlare del ritorno della Barale? Qui si rasenta la presa per i fondelli. Si è mai vista una soubrette fare finta di ballare? Sì, Paola Barale. Durante la puntata del suo show-ritorno, annunciato il balletto anni '60 con musica di Austin Powers, lei si presenta in mezzo ai ballerini e ancheggia (questo è il massimo dello sforzo che fa) dietro ad occhiali fumé, con un accenno di sorriso. Non solo, Pippo Baudo al termine dell'esibizione (possiamo chiamarla così?) applaude e le dice «brava!»: il colmo.
Qual è il santo in Paradiso che protegge la Barale? I pettegolezzi su di lei sono infiniti e non ci interessano, anche perché qualsiasi siano le sue tendenze o amicizie, non giustificano la sua presenza in tv. Ha sempre un'aria triste e i suoi occhi, che potrebbero essere bellissimi, hanno un velo di tristezza. Sembra che soffra le pene dell'inferno o che si porti dietro un fardello pesantissimo. Liberateci della Barale e piuttosto dateci una sana sgallettata muta, ma che sappia ballare o cantare o insomma, fare qualche cosa in più, in fondo non chiediamo granché.
25 marzo 2002
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