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il mistero svelato 
In viaggio con gli sciamani

Alla ricerca della laguna de agua sagrada

Nel Nord del Perù, a confine con l'Ecuador, si estende il dipartimento di Piura. Lontano dai siti archeologici più noti e spesso vittima dei "capricci" del Niño, Piura comprende nella sua parte orientale la provincia di Huancabamba. Esclusa dai classici itinerari turistici, si distingue per essere uno dei principali centri peruviani della brujerìa, ossia della stregoneria. Da tutta le regioni e addirittura da altri Paesi sudamericani, arrivano molte persone alla ricerca degli chamán, gli sciamani, e dei curanderos, i curatori. I motivi che li spingono fin qui vanno dalle malattie al mal d'amore.

In questo luogo abitato da stregoni e ricco di luoghi sacri, la cultura degli antenati è sopravvissuta prima ai conquistadores e poi all'occidentalizzazione, complice il suo territorio, tanto bello quanto impervio, che assieme all'attaccamento alle tradizione ha permesso di preservare il bagaglio storico di un popolo.

Nei mesi che vanno da ottobre e dicembre dello scorso anno, una spedizione italiana ha attraversato l'oceano Atlantico per entrare in contatto con gli sciamani, scoprire come operano e verificare se esiste la leggendaria Laguna dell'Inca Rey (vedi box a lato), una laguna de aguas sagrada di cui parlano gli indigeni della zona. Tra i partecipanti Roberto Lorenzani, esploratore, l'archeologo Federico Gattini e Mario Polia, esperto di sciamanesimo andino.

Un trekking alternativo? Niente affatto. Si è trattato di un viaggio a metà tra la ricerca antropologica e la spiritualità. C'è da dire che i turisti che vogliono profanare la sfera magica degli indios, dei quechua, non sono visti di buon occhio. Per questo prima di effettuare la spedizione i "gringos italiani" hanno dovuto affrontare un mese di preparazione rituale, per poi partire alla volta dei luoghi sacri guidati da uno sciamano di Huancabamba, Juan.

Ma chi sono gli sciamani? Potremmo definirli la porta magica tra il passato e il presente, il ponte che collega gli indios ai loro antenati. Dopo la conquista da parte dei bianchi, secondo i brujos le città del popolo incas si sono inabissate nei laghi sacri, dove continuano a vivere in un regno parallelo a quello della realtà, protetti da ogni male e da ogni contaminazione. Qui aspettano che i loro figli li vengano a trovare.

E gli sciamani non mancano l'appuntamento. Recatisi nei luoghi sacri, nelle lagune, preparano cerimonie durante le quali assumono vegetali allucinogeni, come il cactus san pedro (paragonabile al pejote messicano). Entrano così in contatto con i loro padri che indicano loro quali piante usare per guarire i pazienti.

Il viaggio alla ricerca della laguna dell'Inca Rey è stato documentato da un filmato. Inoltre c'è un libro in preparazione. Le coordinate geografiche del luogo magico non sono state rivelate. «Sappiamo bene che qualcuno, prima o poi, ci sarebbe arrivato», dicono gli esploratori, «costui avrebbe potuto arrivarci forse in modo ancor più degno, ma forse avrebbe potuto arrivarci anche molto peggio, senza rispetto. Questo avrebbe rappresentato, per la gente del luogo, una vera profanazione».

Da parte loro c'è stato tutto il riguardo necessario a entrare in contatto con una cultura a noi sconosciuta, con tutto il rispetto che essa merita.

29 marzo 2002

  Alessandra Del Re
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