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L'e-book non si legge
Gioie e dolori di un fenomeno tecnologico
Forse è troppo presto per ammainare la bandiera del successo storico e per gridare al mancato miracolo. È tempo però di cominciare a chiedersi perché l'e-book non decolli, perché le case editrici (soprattutto quelle che avevano scommesso sul boom dei libri in formato elettronico) si stiano rassegnando a fare un passo indietro, come mai per molti rimanga ancora un oggetto misterioso e, soprattutto, quanto bisogna aspettare per capire la reale portata di questa tecnologia.
Ci sono una notizia buona e una cattiva da dare. Cominciamo dalla seconda: a gennaio scorso ha chiuso i battenti Myghty Words, la casa editrice "elettronica" più nota e coraggiosa del panorama internazionale. «Non ci sono abbastanza acquirenti», ha risposto Chris MacAskill, direttore esecutivo della società, a chi gli ha chiesto spiegazioni. Lapidario e ineccepibile.
E pensare che il 14 marzo del 2000, quando la M.W. rese disponibile online "Riding the Bullet", il racconto scritto da Stephen King solo per il formato e-book, oltre 500mila utenti lo scaricarono nel giro di 24 ore, al prezzo di 2,5 dollari. A meno di due anni di distanza da quell'iniziativa (simbolica quanto si vuole ma con un riscontro di pubblico assolutamente clamoroso), Myghty Words è stata costretta ad arrendersi all'evidenza dei risultati economici.
Proprio nel momento in cui cominciava a farsi strada la sensazione che, con un ulteriore sforzo, chi aveva investito sull'e-book avrebbe potuto raccogliere i primi frutti. Paradossalmente, infatti, sempre più utenti si stanno avvicinando a questa tecnologia o, quantomeno, sempre meno confessano di ignorare la possibilità di leggere libri su uno schermo e sfogliare pagine senza toccare nulla se non un tasto.
Passiamo alle cause, presunte, dell'insuccesso. Quelle tecniche: il costo dei reader (i programmi che consentono la lettura degli e-book) è sicuramente ancora troppo alto, la risoluzione e la qualità grafica dell'immagine digitale escono con le ossa rotte dal confronto con gli equivalenti cartacei. Quelle culturali: il vecchio libro di carta appartiene troppo alla nostra quotidianità per essere soppiantato in così poco tempo dal suo clone digitale e poi, forse, l'e-book sta semplicemente scontando l'iniziale diffidenza che accompagna il diffondersi di ogni novità, soprattutto se tecnologica.
L'unica nicchia in cui, pur faticosamente, il libro elettronico sta conquistando terreno è quella manualistico-didattica: opere di grande consultazione, testi giuridici, archivi di sentenze.
C'è una notizia buona da dare, dicevamo, e riguarda le stime per il prossimo futuro. La Andersen Consulting prevede infatti che, entro il 2005, il mercato dell'e-book potrebbe arrivare a coprire il 10% delle vendite totali dell'editoria. Per la Forrester Research, il volume d'affari mosso dalla vendita dei libri elettronici, entro il 2003, sarà di 2,3 miliardi di dollari. Ma questo, purtroppo, è tutto ancora da dimostrare.
24 marzo 2002
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