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strano ma web 
Partorire con la centrifuga

Un inventore mette in rete la sua trovata

L'idea è quella della lavatrice che strizza i panni sporchi, spingendoli verso le pareti esterne. Il tutto applicato a una donna incinta in fase di travaglio. Solo il pensiero può far rabbrividire, ma George B. Blonsky, l'inventore dell'ingegnoso macchinario, ci crede fermamente. Tanto da aver messo online i disegni della sua invenzione, regolarmente brevettata.

Una specie di barella, simile a quelle che si trovano nello studio di un ginecologo, sulla quale la donna viene sdraiata e imbrigliata, per poi essere roteata (vedere fotogallery). Il movimento, è scontato, dovrebbe facilitare l'uscita del bambino. Dire che solo a un uomo poteva venire in mente di progettare una simile tortura risulta banale e ingiusto, ma immaginare che qualcuna, nel momento del massimo dolore, voglia sottoporsi a una centrifuga risulta davvero difficile.

L'originale autore del marchingegno, tuttavia, adduce motivazioni scientifico-sociologiche: «Nel caso di una donna che abbia sviluppato debitamente i propri muscoli, non ci saranno difficoltà a partorire normalmente e velocemente, ma nel caso delle donne civilizzate (come le definisce l'autore), impossibilitate a svolgere esercizio fisico, si rende necessario l'aiuto di una macchina, che provveda a rendere più efficaci le spinte».

Sarebbe interessante sapere, a questo punto, se qualcuna delle signore "civilizzate" dei nostri giorni si sia mai offerta volontaria per testare la fantascientifica macchina centrifuga. Non si capisce, poi, se è davvero provato che il sistema funzioni, come sostiene Mr. Blonsky. Ma in fondo il bello della rete è che ci si possono trovare le cose più strampalate: valide e innovative idee in grado di migliorare la qualità della vita, così come assurde invenzioni da fumetto. A quale delle due categorie appartenga la lavatrice da parto, resta da stabilire.

14 marzo 2002

  Giorgia Camandona
  dalla rete
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In acqua
Molto in voga nelle principali strutture ospedaliere italiane, il parto in acqua affascina quasi tutte le mamme in attesa. L'idea di trascorrere l'odiato travaglio immerse in una vasca d'acqua calda è allettante. La temperatura, infatti, contribuisce al rilassamento della muscolatura, rendendo le contrazioni meno dolorose. Per alcuni, poi, il passaggio del bambino dal liquido amniotico all'acqua, sarebbe più naturale, anche se esistono metodi alternativi.
In anestesia
Qualcuna la rifiuta, qualcuna non ne farebbe mai a meno. L'epidurale rimane tutt'oggi una pratica discussa. Di fatto non si corrono rischi di alcun tipo e si allevia molto il dolore della madre. Come diceva Nanni Moretti in "Aprile": «Tutte devono sapere», si può partorire senza soffrire.
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