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La biblioteca delle pettinature

Una libreria online documenta come sono cambiate nei secoli

Arricciati, cotonati, stirati o legati: sono solo pochi esempi di come sia possibile pettinare i capelli. Nel corso della storia non si può dire che non si siano cercati modi sempre nuovi di sistemarli, come mostra la "Libreria online della acconciature".

Si tratta di una vera e propria raccolta di link che illustrano come è cambiato nei secoli, e talvolta nei vari paesi, il modo di domare le chiome, anche quelle più ribelli: dal Rinascimento italiano agli anni '70, dai Celti alle sette sorelle Sutherland, il tutto con un occhio di riguardo all'Ottocento e al Novecento.

Le età più remote sono poco documentate, ma per le più recenti le risorse sono numerose: si tratta soprattutto di disegni e foto e, in alcuni casi, di schemi che riproducono passo per passo, tutto ciò che si deve fare per saper usare i bigodini e ottenere onde, boccoli e ricci da vera star.

Nel mondo occidentale a partire dal secolo scorso i punti di riferimento in fatto di stile e acconciature sono state le stelle del cinema: le sofisticate pettinature degli anni '30 (basti pensare a Greta Garbo) e '40; l'eleganza di Audrey Hepburn e la prorompenza di Rita Hayworth negli anni '50; il look sbarazzino e la coda di cavallo di Brigitte Bardot e le pettinature cotonate e scultoree di Marilyn Monroe e Jane Fonda, e il caschetto d'oro dell'italianissima Caterina Caselli negli anni '60.

Gli uomini che volevano essere alla moda si ispiravano alle chiome di Clark Gable, Fred Astaire e Dean Martin, mentre i più giovani non mancavano di abbondare in brillantina per avere i capelli come Elvis o James Dean.

La vera rivoluzione è arrivata alla fine del decennio: il '68 è stato un anno decisivo anche nella storia dell'acconciatura. Da quel momento la moda unisex ha permesso a uomini e donne di portare indifferentemente i capelli corti o lunghi: gli anni '70 hanno visto i capelloni hippy, le chiome vaporose alla Charlie's Angels e le creste colorate dei punk.

14 febbraio 2002

  Manuela Magistris
  dalla rete
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Antica Roma
Nelle case patrizie dell'antica Roma, erano le ornatrices ad occuparsi di pettinare le matrone. Il poeta Ovidio si preoccupò che le sue concittadine potessero perdere i capelli per l'abitudine di usare i ferri per arricciarli e le tinture per colorarli di rosso acceso.
L'età delle parrucche
Le acconciature più vistose sono quelle dei secoli XVI-XVII e XVIII: portare la parrucca è una consuetudine e un segno di eleganza sia per gli uomini che per le donne, che usano profumarla e incipriarla. Gli uomini legano i capelli in un codino trattenuto con un nastro e hanno dei riccioli all'altezza delle tempie, mentre le donne preferiscono fissare alla nuca, con toupets e gioielli, i lunghi boccoli che lasciano poi cadere sulle spalle.
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