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Musica, Parole &...
Riccardo Vitanza, come creare un artista
Non deve essere facile il lavoro dell'ufficio stampa. Specie quando si tratta di promuovere un artista o un gruppo musicale famoso.
Montagne di carta, continui squilli di telefono: l'artista vuole una cosa, il giornalista un'altra, il discografico un'altra ancora. Conciliare le esigenze di più parti richiede uno sforzo di diplomazia. Ma è questa la passione - lavoro di Riccardo Vitanza, 36 anni e uomo di fiducia dei più grandi artisti italiani.
Difficile contare quanti cantanti siano passati dalla sua agenzia, (la "Parole & Dintorni") per quanti tour e concerti ha lavorato (più di 3mila giura), quante conferenze stampa ha organizzato. Da 7 anni cura le relazioni pubbliche di Jovanotti, la comunicazione per Pacifico, Giovanni Lindo Ferretti (ex Csi), Piero Pelù, 883, Gianna Nannini e Omar Pedrini dei Timoria. È stato per molti anni ufficio stampa di Pino Daniele, Giorgia, Antonello Venditti.
Racconta come sia arrivato a promuovere i grandi artisti partendo da piccoli locali e pub. «Sono nato in Africa, in Eritrea, ho vissuto a Frosinone e dopo la maturità sono partito per Milano. Dentro le tasche, pochi soldi e molti sogni. Ho cominciato a lavorare per un'agenzia di pubblicità copywriter. Poi ho curato le public relation allo Zimba, uno storico locale afro di Milano e una rivista di musica e cultura afro-latina».
Poi... Ho avuto la grande occasione nel 1993 l'Heineken mi chiese di curare la promozione del progetto "Music club". Nello stesso anno la Trident Agency mi affidò la responsabilità dell'ufficio stampa. Poco dopo diedi vita a "Parole e Dintorni".
Ci può spiegare come si svolge il suo lavoro? Il compito principale è informare i media (in particolare mi occupo della stampa e di fonti come agenzie, siti e portali internet) di un evento. Sia un concerto, l'uscita di un nuovo disco, un progetto. Ma non basta certo scrivere il "comunicato stampa" e dare una foto al giornale. Per questo sarebbero capaci tutti. L'ufficio stampa è una forma di comunicazione d'impresa, una disciplina si deve pensare e agire a 360 gradi alla ricerca delle migliori "chicche" da proporre ai media (a volte la notizia è scontata o non è una notizia, quindi bisogna renderla appetibile o vestirla in modo diverso). Bisogna conoscere i meccanismi che regolano l'informazione, aggiornarsi, capire il territorio sul quale si lavora, conoscere bene i giornali e il loro funzionamento. E i giornalisti, uno per uno, caratteristica per caratteristica.
Ci sono trucchi o strategie per "creare" la notizia? Più strategie che trucchi. Per me la credibilità è importante. Se la perdi non puoi fare questo lavoro. Comunque sì, occorrono creatività e fantasia, ma anche conoscenza dei media, competenza in comunicazione e un grosso senso di responsabilità.
E la conferenza stampa? Ha canoni precisi. Dare al giornalista una cartella stampa completa, con una sintesi essenziale sull'evento da promuovere. Non ci devono essere mai più di tre relatori, sul tavolo di una conferenza stampa. Poco meno di un'ora di presentazione e contenuti essenziali. Fondamentale tenere i rapporti con tutti i giornalisti, dal collaboratore esterno, al caporedattore, al direttore di una testata.
Un evento che ricorda con particolare emozione? Ricordo dettagli di tanti eventi. Ad esempio il trio Pino Daniele, Jovanotti, Ramazzotti. Oppure, ma forse è piuttosto scontato, la prima volta dell' Heineken Jammin Festival. Ricordo anche eventi che non ci sono stati, come il famoso concerto dei Rolling Stone a Milano. Abbiamo curato tutto fino all'ultimo dettaglio, fino all'ultimo minuto, finché si sono accese le luci su San Siro, anche se poi Jagger non è mai salito sul palco. Tutti i tour di Lorenzo, perché con lui ogni tournee è un evento e i Csi Monstar.
11 gennaio 2002
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