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Jacko, nato per stupire
Amato e detestato: capricci e manie del "re del pop"
Il nero che diventa bianco. La smania di essere il numero uno, di stupire, di scioccare il mondo. Con mille effetti sensazionali, nella vita e sul palcoscenico. Michael Jackson è così. Osannato dalle folle. L'unico vero re della musica pop internazionale. Il suo album "Thriller" ha venduto 46 milioni di copie.
È l'unico artista al mondo a possedere i diritti di 250 canzoni dei Beatles. Li pagò 47 milioni di dollari, 16 anni fa, superando l'offerta di McCartney. Ed è anche l'unica star internazionale ad aver perso la causa di plagio intentata contro di lui da Albano Carrisi. Del resto, stupire è sempre stata, se non la prerogativa, almeno una fondamentale caratteristica della sua vita.
Per le accuse di pedofilia, poi cadute. Per tutte quelle stranezze e quei capricci che hanno da sempre contraddistinto "Jako" da tuti gli altri. Si ricorderà che nel 2000 voleva costruire un lunapark personale sulla strade di Varsavia, mentre nel luglio di quest'anno si è svegliato una mattina ed ha accusato le case discografiche di essere «Tutte razziste e di aver complottato per truffare gli artisti, soprattutto quelli di colore».
Ma le controversie di "Jacko" non finiscono mai, e così il 15 novembre scorso, il "re delle classifiche" si è dovuto presentare al tribunale di Santa Monica (California) perché il suo promoter Marcel Avram ha intentato contro di lui una causa da 21 milioni di dollari. Il pubblicitario tedesco lo ha accusato di aver cancellato due concerti: a Sydney e a Honolulu. Jackson si è presentato in tribunale con il viso coperto da una mascherina chirurgica. Il giorno successivo è tornato di nuovo in aula senza maschera e le fotografie scattate hanno fatto scalpore. Jacko ritratto con un cerotto sul naso, diverse cicatrici sulla faccia, le labbra gonfie e un vistoso "make up nero" attorno agli occhi.
In questi giorni, la superstar è approdata a Berlino per ricevere il premio "Bambi" alla carriera, un riconoscimento molto noto in Germania, per il quale ogni anno viene scelto un personaggio noto della musica e dello spettacolo. Giunto nella capitale tedesca con il suo jet privato nei giorni scorsi Jackson ha affittato la suite imperiale all'Adlon, l'Hotel più prestigioso di Berlino a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo.
Proprio a Berlino, come si faceva nell'antico Egitto, la popstar ha preso il suo ultimo figlio e lo ha mostrato ai fan dondolandolo fuori dalla finestra. Il piccolo Prince Michael II, terzo figlio di Jackson, che aveva un bizzarro asciugamano avvolto in testa, è rimasto per qualche minuto sospeso nel vuoto, al quarto piano dell'edificio, sorretto dalle braccia del padre e le immagini hanno fatto il giro del mondo. Non si sanno che poche cose del bambino. In agosto, il "People Magazine" ha annunciato che Prince Michael II aveva sei mesi e citava un anonimo amico del cantante che, pur non riferendo il nome della madre, assicurava che comunque non era adottato.
22 Novembre 2002
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