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Le Iene e l'arte del riciclo
Stessi cliché, stessi ospiti, sempre il solito Sgarbi. Niente di nuovo tra i Marcuzzi boys
È in declino il programma di punta di Italia Uno. "Le Iene" non fanno più paura, ma soprattutto non divertono. Nonostante gli sforzi di Luca e Paolo, nonostante i monologhi brillanti di Enrico Bertolino, lo show che fino all'anno scorso faceva tendenza ora annoia. I servizi più pruriginosi vengono abbondantemente riciclati, le videocassette della scorsa stagione ripescate, le gag del finto insegnante d'inglese, Mr. Brown, sono sempre le solite.
Marco Berry ha scandagliato i fondali della società, dalla discriminazione nei confronti degli immigrati alle truffe del gioco delle tre carte, dalla prostituzione ai finti guaritori, dai maghi da due soldi al disoccupato raggirato da fantomatiche offerte di lavoro. Enrico Lucci ha raggiunto il proprio obiettivo: ha portato all'esasperazione tutti i politici italiani con le sue domande incalzanti quanto irritanti. Nei suoi servizi a luci rosse, messi in piedi per tirare su l'audience perché, come diceva la rimpianta Simona Ventura, «una spruzzata di gnocca non fa mai male», ha visitato tutti i locali ambigui della Penisola, si è aggirato impunito tra coppie di scambisti, ha filmato da vicino un paio di orge. Che cosa resta da dire?
Il 90 per cento dei volti noti del piccolo schermo sono stati sottoposti alla fatidica intervista doppia. A tutti è stato chiesto di tutto e le domande sono sempre le solite: dalle droghe leggere all'alcol, dalle preferenze politiche a quelle sessuali, dal racconto della prima volta al luogo più bizzarro in cui si è fatto sesso. Neppure l'aggiunta di due iene donne è servita a vivacizzare il programma. Le potenzialità di Victoria Cabello, spigliata e brillante su Mtv, sono state castrate dalla recita forzata in cui la povera vj si trova costretta a ricoprire il ruolo che fu di Fabio Volo: la iena impertinente che si innamora dei vip a fa figuracce in pubblico. Le gag di Debora Villa (ex comica del Duo di picche), con la sua gestualità e le smorfie alle spalle dei politici, sono simpatiche la prima, la seconda volta forse, la terza stufano. Ma soprattutto basta con questo Trio Medusa che vive e vegeta come una zecca sulle spalle di uno Sgarbi annoiato e stufo di fare l'urlatore di professione. A quando una svolta? A quando una nuova conduzione, affidata a una donna più incisiva (a questo punto meglio la Parietti della Marcuzzi), a quando nuovi autori che portino una ventata di freschezza?
1 novembre 2002
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