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il protagonista 
Bova, niente miracolo in Tv

Il kolossal "Francesco" dedicato alla vita del santo si ferma al 30% dello share

«Francesco, miracolo a metà» ha intitolato qualche giorno fa un noto quotidiano nazionale. Il kolossal dedicato alla vita del Santo interpretato da Raul Bova ha raccolto il 29,31% di share, circa sette milioni e mezzo di spettatori. Chi si aspettava un risultato strepitoso è rimasto certamente deluso. "Cuore di donna", il film con Sabrina Ferilli andato in onda lo scorso lunedì su Raiuno ha avuto più o meno gli stessi ascolti. Ma "Francesco" è costato 12 miliardi ed è stato spinto da una potente campagna pubblicitaria, obiettano i più severi.

In fin dei conti c'era da aspettarselo: quando la tv non è deficiente piace di sicuro alla signora Franca, un po' meno ai telespettatori italiani. E quando oltre al film, anche l'attore non è un deficiente, allora le cose si mettono maluccio. Per l'audience naturalmente. Ma Raul Bova è quello che è. Bello di sicuro. Semplice e modesto, tanto da dire: «Recitare San Francesco non mi ha cambiato la vita ma mi ha tirato fuori delle cose che avevo dimenticato già a 30 anni come la libertà e la semplicità». Modesto ma orgoglioso: «Non vorrei che mio figlio ereditasse da me qualcosa di particolare, vorrei soltanto che trovasse dentro di sé la forza per andare avanti e vivere ogni situazione in modo da tirar fuori tutti i colori della sua tavolozza personale». Uno come tanti.

Un attore che dichiara di esser colpito da San Francesco per «la sua semplicità, la sua purezza, l'ingenuità che ritrovo negli sguardi dei miei figli, il suo essere affascinato dal mondo quanto noi ne siamo annoiati» non fa molta notizia. La famiglia, l'amore per i figli, non si addicono a una vera star. In fin dei conti però, chissenefrega, deve aver pensato lui. A sedici anni Raul Bova era campione italiano di nuoto: decise di fare l'attore. Oggi ha deciso di essere anche un buon padre e un buon marito: «Mi sono ritrovato attore, marito e padre di due figli e dovevo raccontare a loro la vita. È arrivato in mio aiuto Francesco che mi ha fatto guardare le cose col cuore, mi ha aiutato ad aprire gli occhi e ad amare tutte le cose su cui si posa lo sguardo». Il suo è stato un Francesco in carne ed ossa, duro, drammatico, non un santino. E chi si ne intende ha apprezzato di cuore. I francescani hanno applaudito, senza remore: «Le persone saranno stimolate ad approfondire il messaggio del Santo».

Per chi lo ha ammirato in "Ultimo" niente paura però: le riprese della terza serie cominceranno a gennaio. Intanto, non contento, Raul Bova sta girando a Roma un film per il grande schermo intitolato "La finestra di fronte" diretto da Ferzan Ozptek insieme a Giovanna Mezzogiorno e Massimo Girotti. Tra tanti pregi un unico, non trascurabile difetto. In un intervista di qualche tempo fa ha dichiarato di non praticare internet. Eppure il popolo della rete lo ama: lo scorso anno è stato eletto a gran voce "Il più amato dal popolo italiano del web". Niente da fare però, per adesso la rete lo incuriosisce e basta.

(11 ottobre 2002)

  Alessandro Gennari
  dalla rete
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Raul Bova Filmografia e news sul sito ufficiale
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Biografia
Classe 1971, segno zodiacale Leone, è alto 1 metro e 81 e con i suoi occhi verdi riesce a far sognare le donne di tutt'Italia. Ha un passato da atleta: all'età di 16 anni ha vinto il campionato italiano giovanile di nuoto nei 100 metri stile dorso. Tra le fiction più importanti: "Una storia italiana", "La Piovra 7", "Il quarto Re","Ultimo". Sul grande schermo ha interpretato, fra gli altri: "Piccolo grande amore", "Palermo-Milano solo andata" , "La Lupa", "Ninfa Plebea", "La Frontiera", "Il Sindaco", "I Cavalieri che fecero l'impresa".
Battute cattive
Non tutti amano Raul Bova.
Dagospia.com scrive: «È talmente una nullità che deve noleggiare un'ombra». Urbano Cairo (pubblicitario) avrebbe detto «È un genio: sa dare un'immagine buona di chiunque...tranne di se stesso». Infine Michele Cucuzza: «Non sappiamo cosa faremo senza di lui, ma ce lo sogniamo da anni».
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