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L'alchimista delle parodie

Maurizio Crozza: «Non so stare senza creare: il prossimo sarà Bush»

Incontenibili, divertentissime e sempre varie: le imitazioni di Maurizio Crozza sono un tourbillon di idee e fuochi artificiali in costante evoluzione. E lui dimostra grande generosità nel creare e sfornare nuovi personaggi. Meglio così: perché con i suoi Sacchi, Pavarotti, Cosmi, Cannavò, Friedman e compagnia cantante il comico ha stregato l'opinione pubblica, entrando di diritto nel gota dei personaggi televisivi più amati dal pubblico. Ora, dopo aver ripreso con "Quelli che... il calcio", Maurizio è pronto a una nuova sfida: la "Grande Notte del Lunedì Sera". Tirano i fili Gnocchi e la Ventura, ma lui ha in serbo grosse novità.
«Però non chiedermi di che cosa si tratta - avverte - voglio tenere il segreto fino a lunedì». Il proposito è buono, ma è subito schiantato dalla nuova parodia; già, perché l'incontinenza comica di cui è "malato" Crozza non riesce a criptare la novità. E così lui, in men che non si dica, mi sta già dando un saggio del suo prossimo cavallo di battaglia: un George Bush tutto da gustare.

Un'altra perla che si va ad aggiungere alla straordinaria galleria dei tuoi personaggi...
Qualcuno sostiene che forse dovrei essere meno "generoso" nel profondere costantemente nuove idee e nel creare continuamente nuovi personaggi. Ma è più forte di me, non riesco a sentirmi appagato a campare di rendita su un solo personaggio.

A volte in effetti personaggi azzeccatissimi "durano" troppo poco...
Lo so, ma io sono fatto così. Non riesco a fermarmi, non sarei a posto con me stesso. Ho bisogno di confrontarmi costantemente con qualcosa di nuovo.

Nella trasmissione del lunedì sera al tuo fianco c'è un altro imitatore, Max Tortora: la cosa ti disturba?
Assolutamente no. Innanzi tutto perché Max è bravissimo. Quando imita Sordi me lo prenderei e me lo metterei sul comodino per quanto mi fa ridere. E comunque io e Max abbiamo uno stile molto diverso. Lui è un imitatore vero, nel senso tradizionale del termine.

E tu?
Io cerco sempre di dire qualcosa attraverso i miei personaggi, di renderli la metafora di un aspetto della nostra società. Svelare, attraverso di loro, dei fenomeni di costume. E così con Pavarotti prendo in giro la contraddizione di quello che evade le tasse ma poi fa beneficenza, con Cannavò metto nel mirino l'idea dell'istituzione, con Sacchi faccio il verso all'estremismo e all'integralismo delle idee dei tecnici italiani. Ognuno dei miei personaggi è il mezzo e il fine per trasmettere un messaggio.

Questa "incontinenza creativa" è figlia di qualche riflessione particolare?
No. Solo del mio carattere e di un momento felice sotto l'aspetto delle idee.

A "Quelli che... il calcio" hai appena lanciato la parodia di Zichichi...
Trovo che lo Zichichi vero, quello in carne e ossa, sia un perosnaggio eccezionale. Mi affascina da morire. Una volta l'ho sentito spiegare l'immensità dell'Universo infilando nel discorso il fatto che sua moglie fosse a Parigi. Strepitoso!

Una battuta che hai fatto pronunciare al "tuo" Zichichi («Bush è un coglione circondato da bombe intelligenti», ndr) ha creato un vespaio di polemiche...
Forse in quel caso ho esagerato e poi non avevo avvisato gli autori. Ma la battuta non voleva essere poi così oltraggiosa nei confronti di Bush, era semmai più proiettata sulle bombe intelligenti, quelle che colpiscono solo i paesi con il petrolio.

Fatto sta che ora anche il presidente Usa entrerà nella tua galleria. Altre novità?
Sto lavorando su Platini. Ma è ancora presto per dire quando lo renderò pubblico.

Poi però Maurizio, su due piedi, dà un saggio di "Roi Michel" da capolavoro. E allora la domanda non può che essere: ma perché non lo lanci subito? È perfetto...
Diciamo che non ho ancora trovato la parrucca adatta...

Avrai tempo per fare teatro quest'anno?
Assolutamente no. C'è già troppa carne al fuoco.

E il tuo sogno di fare cinema è destinato a rimanere nel cassetto?
Forse no: a gennaio dovrei iniziare a girare un film con Sandro Baldoni. Stiamo lavorando alla sceneggiatura.
 
Facciamo un passo indietro: c'è stato qualcuno che si è offeso per le tue imitazioni?
A parte Pavarotti direi di no. Nessuno. L'hanno presa quasi tutti bene. Ora aspetto di vedere come la prenderà Bush...

27 settembre 2002

  Matteo Grandi
  dalla rete
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La Grande Notte del Lunedì Sera
Lunedì 30 settembre, ore 20.50, Rai Due: scatta la scommessa più recente della premiata ditta Beldì & co. con il nuovo varietà serale animato dal trio Gene Gnocchi, Marcus Schenkenberg e Simona Ventura. Un'avventura nuova di zecca in prima serata, "Grande Notte del Lunedì Sera". Una ricostruzione in chiave ironica dello stile fastoso del celebre Oscar hollywoodiano. Con la verve scatenata di Gene Gnocchi che distribuirà ogni settimana premi improponibili ai personaggi più disparati provenienti da ogni settore: politica, sport, cultura, giornalismo. Il programma avrebbe dovuto chiamarsi "La Grande Notte dei Pellegatti" (nome che Gnocchi si era inventato ai tempi di Guida al Campionato), ma dopo che la trasmissione Mediaset ha rispolverato, proprio di recente, nome e idee, c'è stato il repentino cambiamento del titolo.
Il cast
Oltre al trio di conduttori e a Maurizio Crozza la nuova trasmissione di Rai Due potrà contare sull'apporto dell'imitatore Max Tortora, di Kalus Davi e del giornalista sportivo Marco Mazzocchi, che sarà titolare di uno spazio a parte. E poi, ogni puntata, largo a numerosi ospiti.
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