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Operazione tonfo
Voci mediocri, format riciclato, conduttore Anni Ottanta: un programma da bocciare
Le aspettative erano alte, il battage pubblicitario capillare. Alle selezioni si erano presentate 26mila ugole, era dunque legittimo sperare che tra i 16 eletti, scelti per partecipare al programma, ci fossero davvero grandi voci. E invece no. L'unica bravina è tale Lidia, seguita a grande distanza da Alessandra. Deludenti i maschietti, che peraltro si sono cimentati in pezzi facili, da Raf a Neffa. Il format è davvero un capolavoro del riciclaggio: un misto tra il "Grande fratello" e "Saranno famosi". Una casa a Cinecittà con una camera per i ragazzi e una per le ragazze, un giardino, una sala da pranzo, telecamere ovunque (esattamente come per il GF). Una sala incisione, le sale prove e le aule per le lezioni (esattamente come per SF).
Miguel Bosé come conduttore dà al programma un sapore vagamente Anni Ottanta. Infila una gaffe dietro l'altra ai danni di tutti. A Rossana Casale (direttrice artistica dell'Accademia nella quale studiano i ragazzi) chiede se si sente un po' la mamma di tutti. «Preferirei essere la sorella, se non ti spiace» risponde lei garbata. A un concorrente che dichiara di saper fare bene i massaggi dice: «Sei nella merda, ora te li chiederanno tutti». A Valerio, cantante bravino dalla mole notevole riserva la frase peggiore, pronunciata con autentico stupore: «So che eri un atleta una volta. Come hai fatto a ingrassare così?».
Speriamo che la bravissima Casale riesca a fare il miracolo e ad alzare un po' la qualità dello show nelle prossime puntate. Peccato che anche lei non si sia risparmiata le banalità di rito: «Dietro le quinte ero emozionantissima, ma soprattutto per questi ragazzi, che avevano delle facce così spaventate!». E gli autori le lacrimucce non se le sono certo fatte mancare: le solite inquadrature delle mamme con gli occhi lucidi e naturalmente le concorrenti dal volto rigato, prima fra tutte Brunella, la cui specialità sembra proprio essere il pianto. Piange quando la presentano, piange quando le mostrano le immagini dei suoi provini, piange quando rischia l'esclusione e piange quando viene ripescata e salvata dal giudizio degli insegnanti. Anche Bosé non si risparmia una lacrima al momento delle esclusioni. Praticamente il festival del Kleenex.
Eppure tutto questo patos non è servito, la prima puntata è stata un tonfo: solo il 15% di share con 3 milioni 289mila spettatori. Battuti da Bruce Willis con "Armageddon" e da Piero Angela con "Superquark". Forse la gente si è stufata di vedere signorini nessuno che ammiccano, mandano baci e sculettano come divi, ragazzini che, solo perché sono in tv, si aspettano il successo come se fosse dovuto, tirati a lucido e patinati come lo furono i ragazzi del "Grande fratello 2", già pronti agli autografi e ai bagni di folla ancor prima di iniziare il programmma. Per concludere in grande stile il buon Miguel saluta con ampi gesti e pronuncia il suo augurio: «Mucha mierda!».
6 settembre 2002
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