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Ritorno di un mito
Nel nulla dell'estate tv... "Starsky & Hutch"
Normalmente questo spazio viene utilizzato per censurare o stigmatizzare programmi, manie, comportamenti e brutture legati al mondo dorato della televisione. Questa volta invece si parla bene del piccolo schermo, e lo si fa anche in maniera inaspettata, perché, dopo avere bocciato il telericiclo estivo, ora se ne fa un elogio.
La Rai infatti, dopo aver tolto dalla naftalina le peggiori anticaglie catodiche che vi aveva provvidenzialmente ficcato, ne ha estratto uno dei telefilm cult degli anni '70, "Starsky & Hutch". Una bella notizia, anche se l'orario in cui viene trasmesso (le 13.30) ha due difetti: priva del piacere di guardarlo parte della generazione che lo ha apprezzato una ventina d'anni fa (i 35enni, se Dio vuole, lavorano) e lascia la prima serata in balia del nulla. Poco male per chi ha la fortuna di seguirlo.
Come dimenticare le peripezie di Dave Starsky e Ken Hutchinson (al secolo Paul Michael Glaser e David Soul), giocate sempre sul filo dell'ironia e capaci di incollare davanti allo schermo per tutta la durata dell'episodio? Il telefilm aveva e ha tuttora il pregio di proporre storie non banali (per quanto è possibile con i polizieschi made in Usa) e, rivisto a qualche lustro di distanza, fa venire un po' di nostalgia per quella atmosfera anni '70 che porta con sè: le giacche in pelle e i pantaloni a zampa dei protagonisti, le loro acconciature, la mitica Ford Gran Torino di Starsky (meglio nota come "pomodoro a strisce") che non partiva né curvava mai senza sgommare, la sigla assai seventies che è rimasta nelle orecchie di molti, le mise impossibili dell'informatore faccia di gomma Huggy Bear, le cravatte del capitano Dobey.
Insomma, una bella sorpresa per chi ha già apprezzato le avventure dei due o è cresciuto giocando a Starsky & Hutch con l'amico del cuore. Quando a viale Mazzini fanno pulizia, dalle cantine di mamma Rai ogni tanto esce ancora qualche buona bottiglia d'annata...
26 luglio 2002
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