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Sognando il cinema
Barbora Bobulova parla di sé, del suo passato e della passione per i registi italiani
Chi la conosce dice di lei: È seria, riservata, scrupolosa. E lei è si è autodefinita con tre aggettivi: "razionale, determinata, sensibile". Ma chi è Barbora Bobulova, Natalia nel Principe di Homburg di Bellocchio e la regina Maria José nello sceneggiato televisivo di Lizzani? La giovane attrice (ha solo 28 anni) è ormai italiana di adozione, ma la sua terra è la Slovacchia, dove ha studiato e cominciato a lavorare in tv appena adolescente.
Ha un curriculum invidiabile per la sua età che spazia dal teatro (Shakespeare, Cechov, Kafka, Dostoevskij), al cinema, alla tv. Ed è impegnatissima. In questi giorni sta tra l'altro promovendo un film da lei interpretato tre anni fa, "La regina degli scacchi" di Claudia Florio divenuto un "caso" cinematografico. Prima di arrivare nelle nostre sale (poche) ha avuto riconoscimenti internazionali (quinto su 150 pellicole al festival di Palm Springs nel 2000), discreto successo di pubblico e di critica e un inspiegabile ostracismo della distribuzione nazionale. Tre anni nel cassetto e poi l'uscita in un momento non proprio favorevole per il cinema con i Mondiali in corso. Nel film, un giallo psicologico ambientato ad Ancona, Barbora Bobulova è un giovane asso della scacchiera che si scontra con il proprio "io" e la realtà esterna. Un'opera non facile, ma che mette in luce la sensibilità dell'attrice e degli altri interpreti, Toni Bertorelli e Felice Andreasi. Per Barbora questo film fa ormai parte del passato e tra i suoi prossimi impegni c'è il remake de "La Cittadella" per la Rai nella parte che fu di Anna Maria Guarnieri.
Barbora, come sei diventata attrice? È accaduto per caso. Avevo dodici anni e ho accompagnato mia sorella a un casting televisivo. Il regista mi ha scelto e così ho debuttato davanti alla cinepresa. I miei genitori hanno poi notato il mio talento naturale e così ogni volta che c'era l'annuncio di un casting...Beh, ne ho vinti parecchi e girato qualche film a 18 anni mi sono iscritta all'Accademia di Teatro e mi sono diplomata.
Ora che hai esperienze in teatro, cinema e televisione, dove ti senti più a tuo agio? Senz'altro al cinema. Se potessi scegliere farei solo quello.
Con quale regista ti piacerebbe lavorare? Ce ne sono tanti...Gianni Amelio, Bernardo Bertolucci, i fratelli Taviani, Giuseppe Tornatore. Ti sto nominando solo italiani perché ora lavoro prevalentemente in Italia, ma a me piacciono anche il cinema francese e quello inglese.
Cosa ti spinge a scegliere un copione al posto di una altro? Senz'altro la storia, poi il personaggio che devo interpretare.
A parte la sceneggiatura della "Cittadella", che libro hai sul comodino in questi giorni? Il romanzo di Cronin (da cui è tratto lo sceneggiato televisivo, ndr). Ho cominciato tardi a leggere, ma sto recuperando in fretta. Da adolescente leggevo poco perché mi veniva imposta una certa letteratura e quando mi viene imposto qualcosa è sicuro che non lo faccio!
In occasione della presentazione del "Principe di Homburg" a Cannes hai potuto vedere da vicino tanti divi ed è stata anche per te un'occasione per essere conosciuta dal grande pubblico. Cosa ne pensi dello star system e della notorietà? Ho passato quattro giorni da Cenerentola. Un sogno. È stato molto piacevole, ma immagino che una volta famosi non sia così soddisfacente non potere girare o fare la spesa senza essere notati...
È vero che non hai molta confidenza con la tecnologia e che tutto sommato ti piacerebbe vivere in un mondo bucolico? Sì, sì è vero! Uso pochissimo internet e la posta elettronica mi serve per corrispondere con il mio fidanzato americano. Ci scriviamo ogni giorno...
14 maggio 2002
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