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La guerra del copyright

I film su internet? Nessun problema: un accordo può mettere la pirateria ko

L'éra digitale sta cambiando il modo di "consumare" e "produrre" il cinema e la televisione alla velocità della luce, mentre i tempi della politica e della regolamentazione sono in affanno. In agguato c'è il gap digitale destinato a diventare lo spartiacque tra le nazioni progredite, che guidano lo sviluppo, e quelle che sono destinate a vivere di rendita, al traino.
 
A questo proposito, dalla costa occidentale degli Stati Uniti giunge notizia di un accordo che, se formalizzato, potrebbe divenire storico. Un accordo rivelatore della doppia velocità con cui si evolvono il mercato digitale e le regole che lo governano o governeranno. Ed anche rivelatore del fatto che oltreoceano sono già nel futuro e che le regole, quelle "globali", le decideranno loro.

A Los Angeles si sono recentemente date convegno le major cinematografiche, le aziende della Silicon Valley (leggi software) e i gruppi televisivi sul tema "che regole ci diamo per i programmi televisivi digitali ritrasmessi via internet?". Non è stato un dibattito teorico. Tant'è vero che dall'incontro sono emerse alcune proposte concrete. Il tema di fondo è come difendere il copyright e tutelarsi il più possibile dalla pirateria che utilizza la internet per "spacciare" di tutto, dalla musica ai film. Le major non hanno mai visto di buon occhio ulteriori sviluppi della distribuzione digitale proprio perché non si sentono sufficientemente tutelate dagli attuali sistemi di sicurezza. E d'altra parte le associazioni dei consumatori, in America molto agguerrite su questi temi, vedono ogni tentativo di regolamentazione del settore come una minaccia alla libertà personale e come una forma di censura. Dunque dal convegno è scaturita una "raccomandazione" che ha trovato d'accordo broadcaster, produttori di contenuti e di software: la prossima generazione di tv e di registratori dovrà consentire al consumatore di fare una copia personale del programmi (in questo caso prevalentemente film), ma impedire la diffusione in internet. Ciò sarà possibile solo dotando i programmi di codici leggibili esclusivamente dagli apparecchi predisposti.

E in Italia? Interpellato in proposito da News2000, il commissario dell'Autorità delle Comunicazioni, Antonio Pilati, allarga le braccia e spiega: «C'è un grosso problema di diritti di autore e di copyright riguardo a internet. Lo scontro forte è sulla musica e molto probabilmente ci sarà uno scontro sulla possibilità di utilizzare attraverso la rete contenuti con copie gratuite. È un tema di grande importanza giuridica ed economica. In Italia non c'è ancora una normativa specifica su questi temi. Ci sono delle regole sul diritto d'autore, ma credo che tutta la materia andrebbe ripresa e aggiornata anche a livello europeo e internazionale».

7 giugno 2002

  Andrea Muti
  dalla rete
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DivX;-)
Tecnica di compressione per film molto conosciuta in rete. Permette di comprimere un file di grandi dimensioni senza peraltro comprometterne eccessivamente la qualità. Poggia sulla tecnologia di compressione Mpeg4 ed è stato sviluppato secondo la filosofia open source. Grazie al DivX;-) i film pesano a volte "soltanto" 700 mb, per cui possono essere scambiati e scaricati sulla rete, grazie alla tecnologia peer to peer.
Una "comune" sul web
In barba alle regole del diritto d'autore, è nato in rete un sito dove dare libero sfogo alle proprie creazioni intellettuali e metterle a disposizione di tutti gli internauti senza nulla chiedere in cambio: creative Commons.com. È stato creato da un gruppo di professori universitari di Stanford (California), che hanno fondato un'organizzazione no-profit per aiutare chiunque voglia diffondere gratuitamente la propria creazione intellettuale.
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