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underground 
Ora basta! Salviamo la musica…

La Universal abbassa il prezzo dei cd e lancia un progetto contro la crisi del mercato

Da Milano
Bisogna salvare la musica. Lo gridano in tanti: consumatori, giornalisti, artisti, negozianti. Lo gridano da tanto tempo. Ma da oggi, a questo grido, diventato ormai disperato, si è aggiunta una voce autorevole, una voce che fino ad ora era stata solo a guardare senza dire nulla: la voce dei discografici. È così che Piero La Falce, presidente della Universal music, una delle più grandi case discografiche del mondo - si stima che in Italia circa un terzo dei dischi venduti esca dalla Universal - ha lanciato nei giorni scorsi una vera e propria provocazione: abbassare il prezzo del cd fino a 5 euro.

La Falce ha spiegato come il mercato sia assolutamente asfittico e in grave crisi, quasi in caduta libera. «Numeri alla mano, tra il 2001 e il 2002 il mercato italiano si è ridotto dell'8.6%. Inoltre i dati raccolti dall'Ifpi, Recording industry world sales,  mostrano come il trend continui a essere negativo: alla fine di quest'anno c'è il concreto rischio di un'ulteriore diminuzione nelle vendite di circa 15/20%». Bisogna dunque salvare la musica o il mercato? Il presidente della Universal su questo punto è molto chiaro: «Io non credo che si tratti di crisi, i concerti registrano il tutto esaurito e la musica la fa da padrona nelle radio, nelle televisioni, si stima che i programmi musicali abbiano un'audience pari ad una partita di calcio della Nazionale. La vera e paurosa contraddizione è questa: ci sono il boom della musica e la crisi del disco dovuta, ovviamente, alla pirateria».

La pirateria – secondo La Falce  – è l'unica, vera, devastante causa della grave crisi che affligge il mercato. I numeri non sono affatto incoraggianti. La pirateria oggi raggiunge il 30% delle vendite totali dei dischi e cresce a dismisura nella più totale indifferenza delle istituzioni. Per pirateria, s'intende anche quella digitale, nata nell'era Napster e proseguita con milioni di siti che permettono lo scambio gratuito di mp3. Tuttavia uno studio della Juppiter Media Metrix mette in evidenza come a nuocere al mercato non sia lo scambio "Peer-to-Peer" ma la diffusione di mezzi come i masterizzatori che permettono la riproduzione dei compact disc. In ogni caso tra gli imputati della crisi c'è anche l'Iva (il 20%) eccessiva, per una cosa che è considerata un bene di lusso.

Cosa fare quindi se il cd sta male? Come salvare il mercato? Innanzitutto a partire dai prossimi giorni la Universal lancerà sul mercato 150 album, fra cui Abba, Venditti, Bee Gees, Gloria Gaynon, a 5 euro. Ma è solo l’inizio. Infatti il progetto di La Falce è più ambizioso: «Coinvolgere nell'operazione tutto il settore, dai produttori agli artisti, fino alla Siae. Riducendo piccole percentuali in ogni settore comprese le licenze e le royalties si potrebbe riuscire veramente ad abbattere i costi e a far sì che un cd costi poco». L'idea pare abbia riscosso successo. Tanto che molte case discografiche sono a favore della proposta della Universal, Bmg, Zomba records, Emi e Sugar music. Il Codacons, invece, si oppone all'abbassamento dell'Iva sui cd perché lo considera un danno per i consumatori e invita il presidente della Commissione finanze al Senato Riccardo Pedrizzi, ad avviare un'indagine che certifichi quali siano le cause dei prezzi astronomici di un disco.

10 maggio 2002

  Claudia Di Meo
  dalla rete
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IFPI Recording industry world sales
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Il crollo del mercato
Nel 2001 il mercato discografico italiano ha avuto un crollo spaventoso. I dati Ifpi parlano chiaro: le vendite nel Belpaese vanno a picco con un –8.6% rispetto al 2000. Il futuro non è roseo, visto che il trend continua ad essere negativo e nel 2002 la diminuzione delle vendite potrebbe arrivare a meno 15/20%. Nemmeno l'America, da sempre leader nei cd, è riuscita a salvarsi dal tracollo: nel 2001 il mercato Usa è crollato del 4,5%.
Ma Venditti non ci sta
«L'unica vera rivoluzione è abbassare l'Iva sui dischi». Queste le parole di Antonello Venditti riguardo all'operazione "cd a basso costo". Un progetto che lo tocca in particolar modo, visto che uno dei suoi album più famosi, "Sotto il segno dei pesci", sarà venduto a 5 euro. È polemico il cantautore romano: «La cifra di 5 euro è troppo bassa. Un cd venduto per pochi soldi  rischia di svilire un artista. Il contenimento dei costi mi trova d’accordo, ma a tutto c'e limite: così si svende la musica».
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