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Klaus Davi, l'ineffabile
Professione: guru delle mode
Le ricerche di mercato non hanno segreti per Klaus Davi: l'uomo dei sondaggi, l'uomo "dietro le quinte" di molte campagne pubblicitarie di successo. Spesso poi diventa ospite dei salotti tv e delle rubriche dei periodici italiani. I gusti del Belpaese, le curiosità morbose e non, i sex symbol, la politica. È lui che ha "inventato" Eva Herzigova. A ciascun vip il suo giudizio d'autore, come quello su Naomi Cambpell che secondo il buon Klaus: «È l'unico personaggio che ha saputo sempre mettere efficacemente in piazza la sua vita privata». A ciascun personaggio il suo borsino: chi scende e chi sale, chi vince e chi perde. Un po' come in una fiera, a volte grazie a sondaggi fatti ad arte qualcuno vince barando anche un po': chi è il giornalista più bello d'Italia? Chi è la showgirl più desiderata? Vale di più il nudo di Sabrina Ferilli o quello di Paola Barale?
Davi è un trend-setter, uno che ha il potere di lanciare le mode, di influenzare le scelte e i consumi di altri gruppi sociali. Tutto quello che è trendy impazza, e anche Davi fa quello che può. Ci vorrebbe per lui la bilocazione, l'ubiquità, il miracolo della trasmissione registrata che permette di essere al "Costanzo show" e a "Porta a porta" nello stesso istante. Insomma Davi fa miracoli, in tv e sui giornali.
Ma fra le attività dell'agenzia di comunicazione Klaus Davi non ci sono soltanto argomenti leggeri e futili: secondo una recente inchiesta, oltre il 60% degli intervistati tra i 16 e i 24 anni, non crede che in Italia vi siano state leggi razziali o non sa rispondere nulla circa la loro esistenza. A Klaus Davi, contattato via e-mail attraverso i suoi numerosi assistenti - perché di persona o per telefono è praticamente impossibile - abbiamo chiesto alcune cose.
Cosa fa tendenza? E perché? Solo perché "Lo ha detto la televisione" oppure oggi ci vuole ben altro? Tutto ciò che oggi è in potenza e domani può diventare atto. Il creativo bravo è quello che riesce a capire il giorno prima cosa andrà domani. Ovviamente non tutto ciò che è in potenza è passibile di diventare cool e trendy. Ma non pensiate che per fare tendenza occorra andare a trovare cose fuori dal mondo. Spesso il colpo a effetto, la trasgressione sono sotto gli occhi di tutti. Basta solo saperla montare e lanciare. Non credo che la televisione basti di per sé. Certo, è uno straordinario megafono. Sa dare respiro e sprint come poche altre cose ad un messaggio. Ma se alla base non c'è un'idea solida, la televisione ti fa fare solo un volo di Icaro. Un esempio? Prendete il tormentone "Buonaseeera". È diventata una cosa sulla bocca di tutti. Alzi la mano chi non abbia provato o magari pensato- per un secondo la stessa cosa vedendo una vicina di casa o di pianerottolo. Insomma era una cosa che migliaia di persone probabilmente vive ogni giorno. Eppure nessuno aveva mai pensato di montarla ad arte e renderla il claim di una campagna pubblicitaria.
Quali sono le nuove tendenze di internet? Internet oggi vive una sua seconda fase. Proprio a livello culturale e di approccio. Per alcuni anni è stata una grande abbuffata. Si andava in rete perché era cool esserci e perché, parlo a titolo personale, erano gli anni del primo governo Berlusconi e della cappa di conformismo applicata alla tv di stato, e così cercavo una fuga onirica sul web, idee feconde e stimolanti che non circolavano più sul piccolo schermo. Insomma internet sembrava poter presentare un'alternativa. Oggi, invece, siamo diventati molto più selettivi. La ricerca è più mirata. Ha perso quello spirito pionieristico, artigianale ed è diventato un vero e proprio strumento di lavoro. Ovviamente straordinario ma stabile e meno propenso ai guizzi di fantasia. Ecco, credo che sia questa la nuova tendenza della rete, se così si può dire: la sua normalizzazione.
Qual è il filo comune che lega le campagne per la liberalizzazione delle droghe leggere (1998) con slogan tipo: "Nietzsche si drogava, Maurizio Gasparri no: chi dei due ha fatto piu' danni?" alle battaglie contro le feste in spiaggia? Il filo conduttore tra queste due campagne pubblicitarie, una liberalizzatrice e l'altra proibizionista, sta nel target di riferimento. Saranno campagne efficaci se sapranno utilizzare un linguaggio accessibile ai giovani di riferimento. Se sapranno rifarsi in modo ficcante alla loro cultura e al loro humus. Spesso non importa cosa dici ma come lo dici.
In periodo di campagna elettorale è stata lanciato lo studio sulla carica erotica di un deputato, da cui è emerso un maggior erotismo dei candidati calvi. Cosa c'è di serio in questo tipo di analisi? I sondaggi in campagna elettorale. In Italia siamo quasi all'anno zero, mentre in America esiste una casistica consolidata in materia. Brevemente: il big bang si è avuto quando la politica ha smesso di farsi sul territorio e si è trasferita in televisione. Compiuto questo passaggio è cambiato tutto. La politica, e le elezioni sono il momento di massima tensione politica in un paese democratico, ci si trova a dover convivere giocoforza con le regole della tv. Non dico che il candidato è diventato un prodotto, ma insomma, per certi versi ci assomiglia. Diciamo una persona che vende idee invece che saponette. Ma comunque... Cosa c'è di serio nel dire che un candidato calvo sprizza maggior erotismo? La stessa serietà che esiste nel confezionare un prodotto televisivo. Un misto di verità, verosimiglianza, gioco e finzione.
26 aprile 2002
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