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La Corna "musa"
Da dea Kalì a musa del canto, Luisa ci racconta i suoi segreti
L'immagine che più di tutte la rappresenta risale a qualche anno fa, quando Luisa Corna non era ancora salita trionfante sul carro del successo e della celebrità. Gabriele Salvatores, grazie a una felice intuizione, le fece impersonare la dea Kalì in "Nirvana". E Luisa i canoni della divinità li incarna alla perfezione: le forme prosperose di Era, lo sguardo fiero di Atena e tutta la sensualità di Afrodite. Oggi, forte del successo che nel frattempo le ha schiuso le porte dell'Olimpo, la bella Luisa si gode un momento d'incredibile popolarità, divisa fra "Controcampo" e un sogno che si sta avverando. Ma andiamo con ordine e partiamo dal suo momento magico, prendendo lo spunto da un sondaggio pubblicato ieri, giorno di San Valentino.
Luisa, il numero di "Men's Health" in edicola da ieri pubblica l'esito di un sondaggio in cui risulti essere la moglie ideale per il 52% degli intervistati. Che effetto ti fa? Innanzi tutto trovo la cosa molto bella. Anche se non me lo sarei mai aspettato. Da un certo punto di vista mi fa ancora un effetto strano constatare questa grande popolarità. Dall'altro, l'idea di essere considerata moglie ideale, mi lusinga e mi gratifica, perchè trovo che il ruolo della moglie sia meraviglioso.
Eppure sei ancora single... Quando troverò l'anima gemella, ammesso che esista, non esiterò un solo istante a lasciarmi andare e a vestire anche i fatidici panni di regina del focolare. Credo che il ruolo della moglie mi si addica, nonostante la mia professione. Però fino a quel giorno preferisco non legarmi.
Nel frattempo, pettegolezzi e voci sui tuoi presunti flirt non fanno che rincorrersi e accavallarsi. La cosa t'infastidisce? Dipende da come certe cose vengono poste e proposte. Mi dà fastidio quando dietro certe voci intravedo cattiveria e malignità.
Torniamo al successo. La consacrazione è avvenuta su un palcoscenico di solito appannaggio dei maschietti: quello del calcio. Come sei arrivata a questo ruolo? Non so se sia accaduto per caso o meno. Si tratta di un qualcosa che in parte è venuto e che in parte mi sono cercata. Ma tutto nasce da un dato oggettivo, il mio grande amore per il calcio. E così, da donna tifosa mi sono ritrovata a essere parte in causa. Sono perfettamente consapevole del fatto che c'è chi ne sa più di me, ma è anche vero che nel calcio tutto è opinabile e quindi credo che il parere di una donna non stoni affatto.
Con internet che tipo di rapporto hai? Non sono ancora una grande fruitrice. Non ho neppure il computer e se navigo lo faccio dall'ufficio. Si tratta di un retaggio culturale per cui mi sento ancora molto pigra di fronte alla tecnologia. Però sto allestendo il mio sito ufficiale...
Restiamo "online": da una ricerca fatta da News2000 il tuo nome è fra i più gettonati nella rete con i motori di ricerca. La cosa ti fa piacere, oppure, vista la mancanza di controllo di cui spesso in rete sono vittime i nomi femminili, ti preoccupa? Il dato in sé non può che farmi immensamente piacere. Però, se penso che a volte io stessa, navigando, ho trovato immagini che non mi appartenevano, fotomontaggi in cui il mio viso era finito su altri corpi, o addirittura il mio nome che dirottava a siti a dir poco di dubbio gusto, sono un po' preoccupata.
Abbiamo accennato a un sogno che si sta per avverare. Sveliamo l'arcano per chi non ne fosse ancora al corrente: quest'anno parteciperai in coppia con Fausto Leali al Festival di Sanremo. Come ti stai preparando? Mi sto avvicinando all'evento così come ci si avvicina al coronamento di un sogno. Un po' alla volta, cercando di non pensarci troppo.
Temi l'effetto emozione? In linea di massima no. Sono abbastanza abituata a stare sul palcoscenico. Però chiunque è passato per Sanremo dice che lì è tutta un'altra cosa e che si vivono sensazioni straordinarie. Non vedo l'ora di provarlo in prima persona...
Da dea Kalì a Euterpe, musa della musica, in fin dei conti il passo è stato breve.
15 febbraio 2002
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