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Punto e a Cabo
Il nuovo cantante dei Litfiba si confessa
SAINT VINCENT - A vederlo così, Cabo, è un ragazzo totalmente diverso da quello che appare sul palco. In scena è sfacciato, spudorato, irriverente, così come la musica che esprime. Basta però entrare nei suoi occhi, per vedere lo sguardo di chi ha sofferto molto prima di arrivare, di chi ha lottato senza scendere a compromessi, di chi adesso, dopo anni di gavetta, è la voce dei Litfiba. L'occasione per incontrarlo è stata l'anteprima del tour che la band toscana, ha tenuto nei giorni scorsi al palasport di Saint Vincent. Il cantante ha parlato di tutto dalla sua passione per le religioni del mondo alla pirateria musicale, dal costo eccessivo dei cd a internet. «Le nuove tecnologie ci interessano moltissimo, è interessante scoprire, esplorare con internet, certo ma anche con la musica».
Però internet non tutela gli artisti. La pirateria telematica e la possibilità di scaricare musica gratuitamente dalla rete uccide il vostro lavoro. Internet è ancora far west. Non ci sono regole, niente filtri. Credo che la possibilità di scaricare musica gratuitamente debba essere data dall'artista stesso. Una specie di regalo che il cantante fa ai suoi fan, noi l'abbiamo fatto con "Elettromacumba", ma farlo così in modo selvaggio non è certo una bella cosa.
Non credi che questo derivi anche dal fatto che un cd oggi come oggi costa troppo caro? Io credo che 40mila lire per due anni di lavoro, non è un prezzo elevato. Quello che trovo scandaloso è che il biglietto di curva per andare a vedere una partita di calcio costa quanto un disco. Però nessuno si lamenta perché?
È uno scandalo anche che la musica viene considerata un "bene di lusso" e che l'Iva sui cd è al 19%. Certo che lo è. E mi sento ancora peggio quando vedo che l'Iva su una rivista porno è al 5% mentre quella sui cd è così elevata. Purtroppo, però, noi musicisti ci troviamo a lavorare in condizioni orribili. Diventa difficile muoversi in questo intricato sistema. Io non condanno l'utente che scarica la musica. Condanno il sistema. Ripeto, perché il biglietto dello stadio costa 40mila lire? Eppure i calciatori vengono pagati ugualmente: sponsor, diritti tv, miliardi, business. Noi musicisti invece guadagniamo soltanto sulla vendita del nostro prodotto. Viviamo di questo.
Quindi per chiudere il cerchio, internet e la musica scaricata gratuitamente uccidono la discografia? Purtroppo se tutti scaricano, masterizzano duplicano, le case discografiche non guadagnano e senza guadagno i nuovi artisti non possono essere prodotti. È questa la vera tragedia, internet, purtroppo uccide i giovani artisti, quelli che devono emergere. Senza contare elementi ben più dannosi come i siti porno che aumentano la diffusione della pedofilia e piaghe simili.
Dal web alle pagine scritte. Quali sono le tue letture preferite? Ora mi sto orientando sulle religioni del mondo. Dalla Santeria al Confucianesimo, allo Zen al Taoismo. Ma non sono un fanatico delle filosofie orientali, perché se perdi di vista quello che è il tuo obiettivo perdi anche la tua identità e questo non è bello.
Che cosa è che ti affascina di più di queste religioni? Mi piace l'idea che lo Zen ha della natura. Il rapporto dell'uomo con l'invisibile.
Visto che siamo sul filosofico... se dovessi dipingere la tua musica quale colore useresti? In realtà io dipingo. Non l'ho mai detto a nessuno perché nessuno me l'ha mai chiesto. Ma io a casa ho una stanza tutta nera. Quanto sento l'istante, l'ispirazione vado là dentro e comincio a dipingere. Non ho un metodo e nemmeno una regola, seguo solo il mio istinto. Lo faccio quasi come fosse un rituale.
Cabo ci congeda con queste parole, intanto proprio questa sera i Litfiba debutterranno al palasport di Pordenone con la loro nuova tournèe, l'Insidia Tour.
1 febbraio 2002
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