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«Sono bella dentro e fuori»Le miss si raccontano, ma tutte seguono la stessa ricetta semplice, semplice: tanto miele e poco pepe
Qualcuno deve aver detto loro che «la semplicità vince sempre» e in tante ci hanno creduto. Se si voleva dare un po' di pepe a questa edizione la battaglia sembra persa in partenza, almeno a giudicare dal tenore delle dichiarazioni graziosamente concesse dalle candidate per presentarsi. Temino della giornata: «descriviti». Svolgimento: «sono una ragazza semplice e voglio fare la modella».
Semplice, no? La semplicità è la qualità più gettonata, declinata nella sua versione basic - semplice e basta - bigusto - semplice e solare, semplice e umile, semplice e naturale - o con accostamenti più complessi - semplice, femminile e particolare (semplice o particolare?), semplice, umile e simpatica (umile o simpatica?), semplice, ma diversa dalle altre (!).
Modestia a parte Michela «ritiene di avere una grande verve comica e di essere una ragazza molto fine». Fulvia «ha una grande predisposizione per i bambini e si definisce una ragazza bella dentro e fuori». Emanuela descrive la sua bellezza «pulita, fresca, sofisticata». Claudia pensa che il titolo di Miss Italia le si addica perché «la televisione non può fare a meno di lei». Costanza è iscritta a Medicina e si ritiene «una ragazza bella e colta».
«Studia, studia che non te ne penti» Una cosa è certa: la facoltà di Giurisprudenza è una vera fucina di miss. Tanta beltà a sfiorire sui codici? Un futuro di avvocati, notai e magistrati di bell'aspetto? Giammai, si studia Legge e si pensa allo showbiz. Maria studia Giurisprudenza e «vorrebbe lavorare nel mondo della moda o del cinema». Vanessa si iscriverà al primo anno, ma intanto spera «di diventare modella». Federica non vuole precludersi nessuna strada: studia Legge e vorrebbe «diventare magistrato, ballerina o showgirl».
Scegliete me, scegliete me Un contratto, una massiccia dose di visibilità, tanti bei soldini: insomma, quello che le aspiranti amano chiamare «un buon trampolino di lancio» per «il mondo dello spettacolo». Basterebbe questa, come motivazione per partecipare - e vincere - a un concorso di bellezza. E invece no. Innanzi tutto ci sono i sogni, mica noccioline: Emanuela, per esempio che «sogna di diventare Miss Italia da quando era bambina». Poi l'attaccamento alla famiglia, come quello di Roberta, che vorrebbe vincere «per far felice mio papà». Il campanilismo: Marta spera di aggiudicarsi il titolo «perché sono anni che non abbiamo una Miss Italia in Toscana», Annabella per dimostrare «che in Liguria ci sono belle ragazze», Enrica «per portare la provincia di Nuoro in trionfo». Lo spirito di corpo: Elisa, parrucchiera, che vorrebbe diventare Miss Italia «perché una parrucchiera non ha mai vinto». Le ambizioni accademiche: Elisa pensa di meritarsi la vittoria «perché il Concorso sarà il mio argomento di tesi e una laureanda miss fa più scena». La solidarietà morfologica: Ilaria pensa che «essendo alta 1.68, se vincessi il titolo molte ragazze bellissime ma non alte si convincerebbero che Miss Italia non deve essere per forza una stangona». Spinta umanitaria: Maria vuol diventare Miss «per aiutare le persone in difficoltà».
11
settembre
2003
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