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KILLER COL SOLLEONE 
Delitti sotto il sole

Davvero il caldo spinge a uccidere? Storie di sangue che scuotono l'Italia. Intanto sulle spiagge esplode la giallomania

«Venite a pranzo da me, che mia moglie ha preparato da mangiare». È quello che Guido Vagnati, 83 anni, ha detto ai poliziotti quando si sono presentati davanti alla sua porta nella prima mattina del 6 agosto. Sui fornelli, in cucina, non c'era nessuna pentola. Nel corridoio, invece, c'era la moglie. Il corpo riverso sul pavimento, annegato in un'enorme pozza di sangue. La signora Amelia, 75 anni è morta sotto i colpi del marito. Non ce l'ha fatta a resistere a quella mano che si alzava e si abbassava su di lei, sulla testa, sul collo. Fino all'ultimo respiro. Massacrata con un appendichiavi di legno e sfigurata con un bicchiere rotto e trasformato in coltello. È stata la vicina di casa a chiamare la polizia quando ha visto il pensionato girare sul pianerottolo con le mani e i vestiti coperti di rosso. Passeggiava come se niente fosse accaduto.

È una storia crudele e vera. L'esempio di questa estate 2003 all'insegna dei delitti. Quella mattina a Genova c'erano già trenta gradi e le colline sopra la città stavano per andare a fuoco per il gran caldo. Chissà cosa è passato per la testa di Guido Vagnati, che soffriva di disturbi psichici e proprio quel giorno avrebbe dovuto andare in ospedale per un ricovero programmato da tempo?

Quasi 150 anni fa il sociologo Raymond Quetelet la chiamò "Thermic law of crime", la legge termica del crimine. Per dirla in parole povere, ci sarebbe uno stretto legame tra l'incremento della temperatura e quello dei delitti contro la persona. In seguito molti studiosi hanno cercato di confermare o smentire questa tesi che non è mai diventata legge scientifica assoluta.

Una ricerca dell'università di Siena nel periodo compreso tra il 1985 e il 1999 afferma addirittura il contrario. Su 525 casi di omicidio-suicidio in Italia, ben 198 si sarebbero verificati d'autunno e solo 130 in estate.

Sicuramente non c'entra il solleone con la morte di Marie Trintingant, massacrata di botte dal proprio compagno in quel di Vilnius. E, probabilmente, la canicola non basta a dare una spiegazione delle gesta assassine di Arturo Geoffroy, che ha accoltellato e ucciso lo psichiatra milanese Lorenzo Bignamini.

Eppure qualcosa succede nella testa delle persone quando il sole arroventa il cielo e l'umidità è talmente forte che si appiccica alla pelle. Quando le mosche continuano a ronzare intorno alle orecchie e il condizionatore non vuole saperne di funzionare. Perché, al di là delle statistiche, colpiscono le motivazioni che spingono d'estate le persone più insospettabili a trasformarsi in collerici assassini e l'efferatezza dei loro delitti. Litigi improvvisi, piccoli sgarri, la scoperta di un tradimento, una parola di troppo: che sia davvero il caldo a far bollire il sangue nelle vene e a permettere che la rabbia prenda il posto alla ragione?

Di fatto, la cronaca estiva è segnata anche dalle crudeli imprese del killer di Mosca che agisce indisturbato nei parchi della capitale russa: almeno una dozzina di omicidi potrebbero avere la stessa mano. A Cassibile, alle porte di Siracusa la gente ha paura. Negli ultimi sei anni dieci delitti irrisolti fanno temere l'azione di un mostro spietato. L'ultimo duplice assassinio porta la data del 1 agosto.

Ma l'estate è anche la stagione del giallo: una delle letture preferite sotto l'ombrellone Fioriscono le iniziative editoriali che portano noir e thriller all'attenzione del grande pubblico. Quotidiani (come il Corriere) e settimanali (come Panorama) pubblicano racconti degli scrittori del brivido e presentano serie di gialli in allegato alle pubblicazioni. L'Europeo si è presentato in edicola con un edizione speciale interamente dedicata ai grandi delitti che hanno segnano l'Italia del recente passato.

E poi, c'è l'indagine dell'Eures che ha passato al setaccio tutti gli omicidi compiuti nella Penisola lo scorso anno. La scoperta? La maggioranza degli assassini è formata da persone "vicine" alla vittima: il partner, un parente, un collega. Insomma, guardatevi bene alle spalle.

Le altre pagine di questo speciale
- L'omicida è vicino a noi
- I serial killer non vanno in ferie

22  agosto  2003

  Mauro Milesi
  dalla rete
Criminologia Webzine di scienze criminali
Polizia Le volanti viaggiano in rete
L'Associazione Per l’analisi del crimine internazionale

  sommario
Delitti sotto il sole 
L'omicida è vicino a noi 
I serial killer
non vanno in ferie
 
Agosto, tempo di morire
Modena, 4 agosto - Daniele Candeli, ex carabiniere, ha ucciso a colpi di pistola l'ex fidanzata, ha ferito gravemente l'attuale compagno della donna e poi si è tolto la vita.
Bari, 5 agosto - Il corpo carbonizzato di Domenico Mariani, 24 anni, viene ritrovato in una casa in ristrutturazione. Ad ucciderlo sarebbe stato un altro giovane di 25 anni che dopo il delitto avrebbe anche bruciato il cadavere.
Torino, 8 agosto - Finisce in manette Darlington Eaigie, operaio nigeriano di 36 anni. Per la polizia è stato lui a picchiare a morte la sua fidanzata. Alla base del litigio tra i due, una crisi di gelosia.
Trapani, 8 agosto - Francesco Coppola, 40 anni, ha prima ucciso i suoi due figli, Diana, 12 anni, e Ivan, otto anni, poi si è puntato l'arma alla testa e ha fatto fuoco, suicidandosi.
Reggio Calabria, 9 agosto - Antonino Cannizzaro, di 44 anni, viene trovato assassinato con due colpi di fucile. A ucciderlo sarebbe stato il vicino di casa, che si è reso irreperibile.
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