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Attenti a ciò che si mangia

Biologico e dintorni

Bio, perché è più sano. Perché in questi tempi incerti di cibi contaminati, "impazziti" e geneticamente modificati rassicura i consumatori della provenienza di ciò che si mette in tavola. O almeno sembra.

In Italia sono più di 63mila le aziende biologiche. Si contano un milione e 200mila ettari coltivati con metodo certificato. Si tratta per lo più di colture ortofrutticole, in special modo frutta fresca: pesche, mele e kiwi. Mercato in forte crescita nel corso degli ultimi anni, il bio nel corso del 2002 ha segnato un -1,6% sugli acquisti (dati Osservatorio ACNielsen-Ismea). Riduzioni massicce per i prodotti dell'infanzia, frutta, verdura, latte e derivati, bevande, pasta e riso. Nonostante ciò, nel complesso il volume della spesa nel settore è salito a quota 301 milioni di euro, anche se, c'è da dire, non certo a causa dell'incremento delle vendite ma dell'aumento dei prezzi.

In alternativa c'è chi ricorre, un po' per hobby e un po' per risparmiare, al fai da te. La nuova tendenza? Un piccolo orto sul balcone. Si tratta soprattutto di piante aromatiche, come basilico, rosmarino e salvia, e ortaggi come pomodori, zucchine e lattuga. Risparmi di denaro ed energie: basta uscire sul terrazzino e raccogliere la foglia di basilico da aggiungere al sugo o il pomodoro da affettare con la lattuga. Una novità partita sul finire degli anni Novanta negli Usa, dice qualcuno, dimenticandosi che già negli anni Sessanta ci avevano pensato gli immigrati del Meridione, sfruttando, oltre i balconi, le vasche da bagno trasformate in orticelli.

Intanto dall'Agenzia francese della sicurezza sanitaria degli alimenti arriva la "notizia": in termini nutrizionali il cibo bio non sarebbe differente da quello derivante dall'agricoltura convenzionale. Certo, rimane sempre un grosso merito: il rispetto dell'ambiente perché non ricorre a fertilizzanti chimici (prodotti fitosanitari di sintesi). Cosa che piace ai giovanissimi. Secondo un'indagine condotta da Legambiente, infatti, il 9% dei 4.218 ragazzi tra i 15 e i 19 anni intervistati sogna di fare il contadino. Il 12% vorrebbe lavorate nel settore della salvaguardia dell'ambiente, orientato soprattutto verso il biologico e delle produzioni tradizionali e di qualità. Una vera rivoluzione sotto ogni punti di vista: primo perché si tratta di un settore dove negli ultimi anni scarseggiavano i giovani; secondo perché i ragazzi puntano al rispetto della tipicità, sono contrari all'uso dei pesticidi e ai processi di produzione intensiva e non vogliono aver nulla a che fare con le multinazionali.

1  agosto  2003

  Alessandra Del Re
  dalla rete
Per amor di bio Prodotto naturale? Scoprilo online
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Canali Libero Salute e alimentazione

  sommario
Ristoranti col bollino 
Attenti a ciò che si mangia 
Surgelati e dintorni 
L'acqua, che lusso 
Occhio ai pesticidi
Con l'indagine Pesticidi nel piatto 2003 Legambiente ha reso noto che un frutto su due è contaminato e che le irregolarità riguardo i pesticidi sono in aumento. Controlli non sempre soddisfacenti e 440 kg di fitofarmaci per km quadrato completano un quadro poco rassicurante. La Coldiretti ha presto ribattuto: «L'Italia è il Paese dei primati, a livello comunitario e mondiale, nella qualità e salubrità degli alimenti». Secondo l'associazione resta ancora molto da fare ma i risultati raggiunti finora sono positivi.
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