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Le follie di Shibuya e Harajuku Shopping sfrenato e Carnevale tutto l'anno
Shibuya e Harajuku sono i quartieri commerciali di Tokyo per eccellenza, fonti inesauribili di tendenze e di mode che nascono al mattino e la sera sono già vecchie.
Shibuya ha la palma di quartiere più trendy del Sol Levate, noto anche come il Greenwich Village giapponese. Pullula di centri commerciali, grattacieli, cinema, teatri, negozi di ogni tipo, locali dove si può ascoltare musica dal vivo. È frequentato quasi esclusivamente da giovani e studenti. Qui i brand italiani vanno forte: store monomarca da Benetton a Fendi, dove ragazzi giapponesi fanno incetta di borsette, sandali e t-shirt.
Le ragazze girano per le strade coi capelli tinti di biondo e lampadatissime. Gonnelline con stampe da tappezzeria Anni Settanta e zainetti firmatissimi. In fondo niente di nuovo da quello che si vede a Milano e a Roma, ma più "estremo" e colorato.
Shibuya è il mondo visto da Tokyo. È come la pentola, perennemente in ebollizione, di uno stregone che ha pescato gli ingredienti da ogni angolo del pianeta (ma soprattutto dall'Occidente) e ha miscelato. Dischi brit-pop, abiti vintage, manga, Hello Kitty e i puffi. Il quartiere dà anche nome a un genere musicale, lo "Shibuya-key", che segue la stessa filosofia: mischiare.
Attaccato a Shibuya sorge anche il quartiere di Harajuku, altro produttrore di mode bizzarre. Negozi di ogni genere e grandi magazzini ma non solo: spettacoli teatrali e concerti si tengono di frequente nel parco Yoyogi-Koen. All'uscita dell'omonima fermata metropolitana i turisti restano stupiti: «È Halloween?», viene da domandarsi. No, o meglio, sì, qui è festa in maschera tutto l'anno. Giovani dark lady, ragazza vestite un po' da streghe e un po' da collegiali, camminano in equilibrio su zeppe da trampolieri, incipriate di bianco. Sono le "bambine" terribili di Harajuku, che alcuni chiamano bambine perverse (clicca qui per vedere le foto).
Per chi predilige uno stile più sobrio (e soprattutto costoso) c'è il quartiere di Ginza. Letteralmente la parola significa "il luogo dell'argento". E di fatto non si smentisce: qui si trovano le boutique più raffinate e degli stilisti più noti. Svetta su tutte la Maison Hermès, un edificio di undici piani in vetrocemento, 6mila metri quadri con un giardino pensile stile francese, progettato da Renzo Piano.
13
dicembre
2002
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