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L'universo da misurare L'internet italiana e la difficoltà di tradurla in cifre
C'è chi considera internet uno strumento di lavoro ormai indispensabile, chi usa la rete per informarsi o divertirsi e infine c'è chi vede il web come un'entità astratta non circoscrivibile. Eppure misurare la rete in cifre è possibile, difficile, ma possibile. Innanzi tutto, dicono gli esperti, la questione cruciale è il punto di riferimento, la base dalla quale si parte per analizzare i dati che si hanno a disposizione. Il successo di un sito è direttamente proporzionale al traffico che genera, ma qualcuno calcola le page views (pagine viste), qualcuno il numero di visitatori unici, qualcun altro il tempo trascorso su una pagina durante la navigazione. Il che comporta uno svantaggio notevole: i dati non sono confrontabili. Ma anche un vantaggio: in molti possono salire sul podio e dichiarare di primeggiare. La soluzione c'è e sta in un sistema di rilevazione dati omogeneo messo a punto da Audiweb, che consentirà finalmente una comparazione delle diverse cifre.
Tuttavia, anche su un terreno più ampio le misurazioni non sono semplici. Per esempio: quanti italiani navigano in rete? Secondo i dato forniti da Eurisko la cifra si aggira intorno ai 13 milioni e mezzo, secondo Nielsen NetRatings nel mese di maggio si sono collegate al web oltre 14 milioni di persone, secondo l'Istat sono invece 20 milioni coloro che dichiarano di utilizzare il computer e anche se non tutti usufruiscono di una connessione internet, molti hanno deciso quest'anno di imparare a destreggiarsi tra siti e pagine web. Quale che sia la cifra più precisa, una cosa è certa: l'Europa ha ormai superato largamente l'America del Nord. Sono 185 milioni gli utenti internet del Vecchio Continente, contro i 182 di Usa e Canada e i 167 dell'Asia. Il navigatore italiano medio si collega 15 volte in un mese in sessioni di almeno 30 minuti e il 51% dichiara che l'utilizzo del web sottrae tempo alla fruizione della televisione.
La parola magica però è "target", è quello che conta. L'obiettivo da centrare, il bersaglio che il cliente vuole raggiungere quando investe in una campagna pubblicitaria. E sono i giovani, manco a dirlo, i più assidui frequentatori del web. Il 33% dei navigatori italiani è rappresentato dai teenager (14/17 anni), seguiti dai ragazzi (18/24) e dai giovani (25/34). Il 19% degli utenti abituali, poi, fa parte di quella categoria che gli esperti classificano come "adulti giovani", di età compresa tra i 35 e i 44 anni, gli adulti e basta invece (45/54) sono l'11% e il 4,8% i 55/64enni. Praticamente sconosciuto il web per gli over 64, che di navigare proprio non ne vogliono sapere, un dato che negli ultimi anni è rimasto invariato. Detto questo, risulta lampante quanto sia fondamentale per l'evoluzione del settore (e crescita ci sarà) una certificazione e una rilevazione corretta dei numeri che riguardano il web.
18
luglio
2003
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