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L'Italia presa per l'occulto Ma come si fa a credere ai tele-maghi?
Più di ragazzuole in bikini e cosce al vento; molto più degli onorevoli milleusi e quasi più di Alba Parietti e Michelle Hunziker. Tra i prezzemoli della tv ci sono anche quelli che, con un grosso eufemismo, ormai sono stati accettati da tutti come maghi televisivi, ma che senza mezzi termini in molti chiamano ciarlatani. Non c'è ora del giorno che non facciano capolino sullo schermo. Le tv locali ne sono invase e persino i salotti bene dei talk show spesso e - purtroppo - volentieri li mettono a sedere su divani che solo due puntate prima avevano magari accolto un missionario o un capo di stato.
Taroccologi, lottologi, astrocartomanti e simili sono dappertutto: può capitare di trovarli persino nelle trasmissioni di cucina o nei rotocalchi sportivi. C'è sempre qualcuno che chiede una profezia. Loro la sparano. Poi, se ci azzeccano bene, altrimenti... ciccia. Ormai li hanno sdoganati e il pubblico non solo si è rassegnato ad accettarli ma ne sta decretando la fortuna. Anche e soprattutto in termini economici.
Un affollamento e un bombardamento che pare non abbia uguali sulle tv del resto d'Europa e che in pochi sono riusciti a censire. Secondo i dati più attendibili, quelli forniti da Telefono Antiplagio, sarebbero almeno 7000 i maghi che appaiono con regolarità su tv e altri mass media su un totale di circa 22mila professionisti dell'occulto che operano in Italia e che fatturano nel loro complesso 5 miliardi di euro (secondo i dati di un'indagine Eurispes). Ma l'impressione è che sia solo un calcolo approssimato per difetto.
Fiumi di soldi che dall'occulto alimentano tv locali. Tv nazionali che li accettano e li trasformano in personaggi: li invitano negli spettacoli per farsene beffe e sbertucciarli nei talk show, ma intanto si gongolano con gli indici d'ascolto. Perché è un dato di fatto che i maghi sul piccolo schermo tirano parecchio. Chiedersi perché è domanda oziosa, visto che le risposte possono essere infinite, anche se basta pensare a come reagisce un italiano medio quando un gatto nero gli taglia la strada per capire che la superstizione e i suoi derivati qui hanno gioco facile.
Gli italiani, in fondo in fondo, alla magia ci credono. Magari nessuno ammetterà di essersi mai fatto leggere la mano o essersi fatto fare le carte, però se capitasse... I vip non esitano a farsi fotografare in compagnia di veggenti e cartomanti e persino i politici, prima di andare in Parlamento, non disdegnano di farsi pronosticare il futuro.
Tanto per fare un esempio: chi non ricorda Otelma sul palco dell'Ulivo nel 1996 fare un rito propiziatorio per le imminenti elezioni o interrogato sul probabile successo di Berlusconi nel 2001? Per qualcuno sono stati solo episodi di folklore, ma per il mago in questione è stato un ritorno d'immagine e di credibilità enorme: «Essere accostato a un personaggio famoso è un attestato di credibilità» dice Giovanni Panunzio di Telefono Antiplagio.
E come si fa a dargli torto, basta guardare il sito di uno questi tele-maghi o le pubblicità sulla carta stampata per rendersi conto che il loro principale tormentone è: "visto in tv", "amico di...", il "veggente personale di..." e seguono nomi e foto di vipponi. Chissà, magari anche la Luna Nera della zingara Cloris è una forma di persuasione occulta. Allora forse la domanda da farsi è un'altra. Come si fa a prendere sul serio personaggi che prevedono il futuro con pailettes al collo o una tiara in testa e prendono a sberle di fisso la lingua italiana?
Per rispondere a questo e ad altri elementari quesiti abbiamo chiesto lumi a Telefono Antiplagio, nemico giurato dei ciarlatani televisivi e non e a un'esperta dell'occulto, una che crede alla magia, ma che a modo suo non digerisce più la proliferazione di prezzolati del tarocco.
27
giugno
2003
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