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Storie di hacker Non solo seminari ma vita vissuta all'interno dell'hackmeeting 2003
Yuri è il dhcp umano. Vai da lui, ti chiede il nome macchina del tuo notebook (o del pc che hai messo in enormi scatoloni e imballato con cura per farlo arrivare fino a Torino) e ti dà un indirizzo ip. «Senti, io avrei portato un pc portatile che in realtà è della mia azienda e forse non ho la password di amministratore di Windows2000» dice uno che vuole connettersi a tutti i costi alla lan dell'hackmeeting. «Non c'è problema, bucare 2000 è uno scherzo».
Yuri poi ti dà un foglio e dentro c'è scritto: «Sei nella rete dell'hackmeeting 2003. Qui sotto sono elencati i dati necessari per conoscere la tua postazione e il nome del tuo host. I servizi interni sono a libera organizzazione e a libera scelta. Se ti va di pubblicare il servizio, torna al banchetto dove ti hanno dato questo foglio. Buona esplorazione e share, share, share!».
La lan dell'hackmeeting come sempre è fatta per condividere tutto quello che si ha. Così accade che se si arriva con un disco da 60 giga semivuoto, si torna a casa con tanto di quel materiale che per vederlo tutto ci vorrà un anno. Pronti per l'hackmeeting 2004. E se non basta l'hard disk, ci sono sempre i cd vuoti da riempire.
I servizi permessi nella lan verso l'esterno sono: ssh, imaps, smtps, pop3, pop3s, smtp, imap, ovvero tutti i protocolli per l'invio e la ricezione della posta. Verso l'interno è concesso tutto. Gli organizzatori hanno anche attivato un motore di ricerca, un server irc per le chat e lo streaming icecast per sentire in diretta quello che succede. L'hackmeeting ha anche una mailing list ufficiale.
22
giugno
2003
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