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GLI ITALIANI A LETTO 
Le perversioni secondo Pasini

Psichiatra, sessuologo e scrittore. Gli abbiamo chiesto un parere sul rapporto degli italiani col desiderio, i tabù e la propria sfera sessuale

Perversioni, dubbi, desiderio, voglia d'intimità, istinti inespressi. Willy Pasini, docente di Psichiatria e Psicologia Medica a Ginevra, ne "I nuovi comportamenti amorosi" (Mondadori) ha passato in rassegna le diverse sfaccettature del complesso rapporto tra italiani e sesso. Tanta confusione, qualche tabù messo (finalmente e definitivamente) in soffitta e la certezza che quella sessuale sia una dimensione assai complessa, molto più di quanto dicano numeri e statistiche.

Nel suo ultimo libro parla di perversioni. Quali comportamenti rientrano in questa categoria?
Bisogna distinguere tra quelle "hard", le classiche, e quelle "soft", più moderne. Le prime sono sempre state una sorta di obbligo. Penso al feticista, una persona schiava di un'ossessione (slip, foulard e scarpe come unico oggetto del desiderio, ndr) che impone al proprio partner. Le seconde, invece, sono qualcosa a metà tra il gioco e l'esperimento. La coppia smette di fantasticare e sceglie di provare.

Si può dire che quello che era considerato "perverso" fino a qualche tempo fa ora non lo è più?
Anni di studi e ricerche hanno spazzato via vecchi pregiudizi. Oggi certe perversioni sessuali (quelle soft) non sono più classificate sotto la voce "degenerazioni morali". Nessuna patologia ma un'espressione di libertà, a differenza di quelle "hard" che, invece, la limitano.

Insomma. Le perversioni fanno bene alla coppia?
Dipende. Possono far bene al singolo che ha scelto di separare sesso e amore, di mettere da parte la tenerezza e il sentimento. Diversamente, se non si riesce a trovare un buon coordinamento tra lui e lei, uno dei due rischia di soffrire.

Cosa cercano le persone che si rivolgono a lei?
Vengono a domandare cos'è la normalità. Un signore qualche giorno fa per esempio mi ha chiesto: «È normale che mia moglie, pur avendomi confessato di amare un altro, voglia rimanere in casa?». Poi, a parte le questioni mediche vere e proprie, mi espongono i loro dubbi in fatto di sesso. Devo dire che c'è grande confusione al riguardo, forse perché oramai sono saltati i codici di comportamento in vigore fino a qualche tempo fa.

I problemi sessuali hanno un'età?
Sì. I ventenni devono misurarsi con la sfera dell'intimità e spesso il confronto li vede in difficoltà. Tra i 30 e i 50 si ha sempre più spesso la sensazione di aver perso tempo, di aver bruciato gli anni (sessualmente, ndr) migliori.

Cosa caratterizza i "nuovi comportamenti amorosi"? La fretta, l'insoddisfazione, l'inquietudine...
Lo stress da lavoro. Senza distinzione tra uomo e donna. Mi sembra di poter dire che gran parte dei problemi arrivi da lì.

Internet, la rete, il villaggio globale hanno modificato la percezione della propria sessualità?
Assolutamente sì. Si hanno maggiori possibilità di scambio e d'incontro, soprattutto, ci si sente molto meno soli rispetto alle proprie perversioni. Internet ha aumentato il desiderio tanto che i terapeuti hanno sempre meno bisogno di stimolarlo.

16  giugno  2003

  Barbara Del Pio
  dalla rete
Willy Pasini Il sito ufficiale
Aispa Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata
Spicy Il mondo in salsa piccante

  sommario
Sesso e volentieri 
Le perversioni secondo Pasini 
La top five 
Numeri
Più della metà degli italiani ritiene che "non sia giusto" utilizzare farmaci per risolvere problemi di natura sessuale. È quanto emerge da un sondaggio condotta dall'istituto Cirm. A dichiararsi contrarie all'uso di Viagra & co. sono soprattutto le donne (il 56,5% del campione) rispetto al 50,6% degli uomini. Riguardo alla frequenza ideale dei rapporti, il 49,1% degli intervistati ha dichiarato che sia salutare fare l'amore almeno tre o quattro volte alla settimana, se non addirittura tutti i giorni. Solo un italiano su dieci, invece, sembra disposto ad accontentarsi di una sola prestazione settimanale.
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