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DIRITTO D'AUTORE SUL WEB 
«Internet è la morte della musica»

Parla luca Vespignani segretario generale della Fpm (Federazione contro la Pirateria Musicale)

Il pianto delle case discografiche è arrivato alle orecchie della Finanza che con una maxi operazione ha iscritto nel registro degli indagati circa tremila persone che condividono e scaricano musica dalla rete. «Internet è la morte della musica», ha detto più volte Enzo Mazza presidente della Fimi. Un concetto ribadito a gran voce da Luca Vespignani, Segretario Generale della Federazione contro la pirateria musicale. «Il problema - spiega Vespignani - è che bisogna tutelare il diritto d’autore e internet non lo rispetta».

Ma quanto incide internet sulla crisi del mercato discografico?
Moltissimo. Le cifre non sono quantificabili, perché è praticamente impossibile dire in che termini percentuali il file sharing e il dowloading influiscono sulla crisi del mercato.

Quindi chi ha file dentro il suo pc commette reato?
Il problema vero è lo sharing dei file, cioè la quantità di file che un utente mette in comune per farli scaricare agli altri navigatori che hanno centinaia di brani e altrettanti che ne scaricano. Recentemente la Guardia di Finanza ha scoperto un giro d’affari di 60 milioni di euro l’anno legato al fenomeno della pirateria nel web. In pratica un sito internet pubblicizzava la vendita di interi dvd e cd carichi di brani musicali.

Mettiamo che una persona acquisti un cd, lo presti a un amico e costui a sua volta lo masterizzi: entrambi commettono reato?

Diciamo di sì. In materia, la legge sul copyright dice che la copia del cd è ad uso esclusivamente personale. In pratica chi compra il cd può riprodurlo e masterizzarlo solo per uso personale. Un esempio facile: io compro un cd e lo registro su cassetta per ascoltarlo nella mia macchina. In questo caso non è reato.

Alla fine quali sono in generale le percentuali dei costi sul cd?
In generale il 20% e sull’Iva il 30% è del negoziante. Il restante 50% è della casa discografica e deve ammortizzare tutti i costi di produzione roylaties, promozione, Siae, musicisti eccetera.

Quali sono i guadagni della casa discografica?

Alla casa discografica resta il 10% lordo della torta. E, comunque, abbassando l’Iva già si arriverebbe a un buon punto. Per esempio, un cd venduto in edicola allegato a un giornale ha un'Iva del 4%. Da solo ha invece l’Iva al 20%: è questo che è assurdo.

E la percentuale dell’artista?

Chiaramente varia da musicista a musicista. Diciamo che, in media, è del 19%.

La pirateria secondo la Fpm distrugge la musica. Ma quanto incide la scarsa qualità dei prodotti che vengono commercializzati ogni anno sulla crisi?
È come un gatto che si morde la coda. La pirateria toglie incassi alle case discografiche le quali a loro volta tagliano sulle produzioni dei giovani talenti. Uno come Vasco Rossi, anche se vende copie pirata non ha incidenze perché, in ogni caso, il rapporto tra dischi ufficiali e dischi pirata venduti è irrisorio, mentre non è così per i giovani artisti.

3  giugno  2003

  Claudia Di Meo
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non c'entriamo niente»
 
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Anche Sanremo contro il file sharing
Anche a Sanremo i temi della pirateria musicale e della condivisione dei file in rete hanno tenuto banco. C'è chi, come Pippo Baudo continua a fare appelli contro la poltica in stile Napster presente su internet. E chi, come il giurato e attore, Valerio Mastandrea, ha difeso il file sharing: una forma di sottocultura da tenere in considerazione, da analizzare con maggiore profondità. Di fatto, grande fan della rete è Dolcenera, vincitrice della categoria Giovani: «Secondo me - ha detto la cantante che ha conosciuto il suo produttore in chat su Digiland - internet è una grande cosa. Le uniche grandi realtà della rete sono il download delle canzoni e i concerti in diretta streaming».
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