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DIRITTO D'AUTORE SUL WEB 
Quanto costa fare un Cd?

Fernando Mantovani della casa discografica Emi-Virgin spiega in dettaglio le cifre di produzione e promozione dell'album dal produttore al consumatore

La pirateria uccide la musica e internet, dicono i signori delle major, è la morte! Il cd che arriva nei negozi ha un prezzo altissimo: dai 20 a 25 euro per le novità fino ai 15 euro degli special price. Ma quanto costa realmente un cd? Quali sono le cifre che la casa discografica deve ammortizzare? A parlarcene è Fernando Mantovani della Emi –Virgin Music che in una lunga chiacchierata ci racconta dettagliatamente il mondo che ruota intorno al cd. «La grande difficoltà nell'individuare parametri, percentuali o cifre fisse riferibili a tutti i prodotti, dipende da moltissimi fattori. Ogni cd insomma, fa storia a sé, anche economicamente. Questo spiega in parte le grandi contraddizioni di tabelle e tabelline che vengono di volta in volta pubblicate dagli organi di informazione. Nessuna di loro è in grado di essere omnicomprensiva», spiega Mantovani.

Dunque non è possibile stilare un'analisi di massima?
Diciamo che siamo in grado di offrire una visione generale dei vari elementi che contribuiscono ad arrivare al prezzo al pubblico, anche se non è universalmente valida a causa del variare delle singole voci da prodotto a prodotto.

Il costo di fabbricazione?

Questa voce è estremamente variabile. La cura con la quale è confezionato un cd, dal numero di pagine del libretto, alla presenza di testi e foto, al tipo di box utilizzato possono incidere sul prezzo finale nella misura media del 7%. Naturalmente vi sono le royalties che spettano all'artista. Come per ogni prestatore d'opera intellettuale, questi compensi hanno un range di oscillazione molto ampio.

I diritti Siae?
I diritti fonomeccanici (SIAE) gravano in misura fissa sul supporto, finendo con l'incidere per circa il 5% del prezzo finale al consumatore.

Quelli di distribuzione?
Vi sono i costi relativi a distribuzione e selling che rappresentano una voce non piccola: in media si aggirano intorno al 5% del prezzo finale. Diritti di licenza? Variano di volta in volta e riguardano i casi nei quali si pubblichino album o brani (ad esempio nel caso di compilations) su licenza di un'altra casa discografica.

Le registrazioni?
Possono variare in maniera notevole, dipendendo da molteplici fattori, non ultimo il tempo: trattandosi di interpretazione di una creazione artistica, non è contingentabile o quantificabile a priori. Si può andare dai 70 a oltre 400 milioni di vecchie lire.

La promozione?
Una voce che incide pesantemente: anche qui i costi possono variare in maniera notevole, in media vanno dai 100 agli 800 milioni (ma possono facilmente superare il miliardo se la campagna pubblicitaria passa - peraltro raramente visti i costi -in TV). Il solo costo del videoclip per un singolo brano varia dai 100 milioni al mezzo miliardo, dipendendo da qualità, location, regista, etc.

Quali altri costi non sono stati considerati?
I costi generali e di amministrazione.

Comparando i prezzi al pubblico di uno stesso prodotto si trovano rilevanti differenze tra punti vendita differenti: come mai?
Queste differenze sono in gran parte dovute alla misura del ricarico (che può arrivare sino al 35/40% del prezzo finale) che il dettagliante applica al prezzo di listino, non esistendo un prezzo imposto.

Da cosa dipende la misura del ricarico?
Da molti fattori: i piccoli negozianti specializzati, molto diffusi in Italia, dovranno applicare una percentuale di ricarico superiore, in ragione di spese proporzionalmente più alte, rispetto ai grandi catene o grandi centri commerciali i quali potranno utilizzare politiche di basso prezzo.

Altra voce di costo che incide molto sul prezzo finale è quella dell'IVA
La cui aliquota al 20% non solo è tra le più alte in Europa (in Francia ad esempio, è il 16%) ma risulta vessatoria se paragonata a quella di altri prodotti culturali, ad esempio quelli editoriali, che godono giustamente di un'imposizione pari al 4%.

Quanto realmente incide la pirateria musicale del web sul mercato discografico italiano?
Rappresenta una seria minaccia alla stessa sopravvivenza dell'industria musicale, che investe nella ricerca dei nuovi talenti. Il punto non è essere contro il download gratuito dei file ma quello di lasciare questa scelta a coloro che hanno il diritto sulla registrazione, ovvero i proprietari del master.

31  maggio  2003

  Claudia Di Meo
  dalla rete
Italiani, popolo di pirati L'illegalità corre sul web
Tutto su gli mp3 Come cercarli, dove scaricarli
Figlia di un Dio minore La crisi del mercato

  sommario
Copyright e internet,
è pugno di ferro
 
«Intercettazioni ai confini della legalità» 
«Con questa indagine
non c'entriamo niente»
 
Quanto costa fare un Cd? 
«Internet è la morte della musica» 
Pedofilia negli mp3
Caccia alle streghe?
 
Team Antipirati
Il team antipirateria costituito da Business, Software Allied sa ha la propria sede a Londra ed è composto da investigatori con background tecnologico e legale. Lo scopo è quello di verificare l’esistenza su internet di eventuali violazioni delle norme sulla tutela del diritto d’autore (siti warez, siti crack, aste di materiali illegale).
Il disco ha fatto crak
Nel 2001 il mercato discografico italiano ha avuto un crollo spaventoso. I dati Ifpi parlano chiaro: le vendite nel Bel Paese vanno a picco con un -8.6% rispetto al 2000. Il futuro non è roseo. Il trend continua a essere negativo e nel 2002 la diminuzione delle vendite potrebbe arrivare a meno 15-20%. Nemmeno l'America, da sempre leader nei cd, è riuscita a salvarsi dal tracollo: nel 2001 il mercato Usa è crollato del 4,5%.
Decreto legislativo
La Ue ha emesso una Direttiva Europea sul Diritto d'autore e sui diritti connessi (attraverso un Decreto Legislativo che adegua il compenso per copia privata), come forma di risarcimento per i mancati introiti causati dalla copia ad uso privato delle opere dell'ingegno.
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