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«Meglio gli eros center» Ne è convinto Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia
Abbiamo chiesto al presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani (nella foto) i problemi reali che dovranno affrontare gli italiani, nel caso in cui il parlamento approvi il provvedimento sulla prostituzione, e cosa è meglio fare per non correre il rischio di vivere in un condominio a "luci rosse".
Cosa pensa del disegno di legge Bossi-Prestigiacomo? Scopo del governo è togliere dalle strade lo "spettacolo" delle prostitute. Non quello di legalizzare l'esercizio della prostituzione in casa propria, cosa che in sé già avviene. Il rischio che si corre, nel caso in cui questo disegno di legge sia approvato, è che un gran numero di appartamenti si trasformi in case d'appuntamento, creando non poche preoccupazioni ai condomini. E il disturbo primo non sarà solo un gran via vai di gente, ma una caduta del valore dell'immobile o del quartiere.
Come possono difendersi i condomini? Molti regolamenti condominiali dispongono già di diversi strumenti di tutela. Nel caso in cui questi non siano stati previsti, c'è solo una cosa da fare prima del varo della legge da parte del parlamento: approvare all'unanimità (da parte dell'assemblea dei condomini o dei comproprietari) il divieto di esercitare negli immobili l'attività di prostituzione. La delibera, perché abbia valore anche per eventuali nuovi acquirenti di unità immobiliari condominiali, deve essere poi trascritta nella Conservatoria dei registri immobiliari. Come Confedilizia abbiamo già provveduto a diffondere il modello tipo di delibera da adottare per mettersi al riparo da questo pericolo e a trasmettere alle associazioni territoriali le istruzioni pratiche per procedere a questa trascrizione.
E dopo l'eventuale approvazione della legge? Se entrerà in vigore la legge ci si regolerà come in essa previsto: basterà un semplice regolamento condominiale per impedire l'affitto degli appartamenti alle prostitute. L'assemblea potrà adottare una delibera a maggioranza qualificata, ma non unanime, per vietare la prostituzione nello stabile. Stiamo comunque studiando forme che superino le lungaggini burocratiche.
Ci sono stabili che rischiano più di altri? Non credo che ci saranno città, palazzine o zone più a rischio di altre. Noi comunque saremmo stati più favorevoli alla creazione di "quartieri satelliti" dove le lucciole avrebbero potuto esercitare liberamente il loro mestiere e dove le forze dell'ordine avrebbero avuto maggiori possibilità di effettuare controlli. Anche perché non volendole nessuno nei propri stabili, le prostitute saranno costrette a prostituirsi in case isolate, tipo ville in campagna, oppure a comprarsi intere palazzine. E nessuno e nulla potrà loro impedirlo.
13
maggio
2003
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