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Cose inutili Non tutte le invenzioni hi-tech sono indispensabili
Quando si parla di "home automation" o di "wearable computers" si immagina la tecnologia al servizio dell'uomo. Alzare le tapparelle con il solo movimento di un dito, spegnere le luci servendosi di un comando vocale ed evitare di pulire i vetri delle finestre perché autopulenti può servire a semplificare la vita di ognuno di noi e soprattutto quella di particolari categorie di persone come disabili e anziani(vedi box a lato).
Ma non tutte le invenzioni pensate per rendere casa e tempo libero sempre più hi-tech possono essere considerate utili o addirittura indispensabili. Di esempi non ne mancano come l'idea di usare le impronte digitali per pagare la spesa al supermercati che, in sperimentazione in alcuni centri commerciali americani, ha sollevato non poche perplessità.
A detta dei gestori dei supermarket coinvolti, questo sistema di pagamento non ridurrebbe infatti i tempi di attesa alle casse, ma solo la possibilità di rimanere vittime di frodi. I prodotti acquistati coninuano infatti a essere passati sul nastro, sia che si paghi con la carta di credito sia che si preferisca far scannerizzare i polpastrelli.
Portare a casa un robot come Asimo (Honda) solo per levarsi la soddisfazione di vederlo rispondere a semplici comandi come "siediti" e "balla" pare veramente un lusso ancora per pochi eletti. Meglio sicuramente un automa in grado di spazzare la neve o portar via la spazzatura. Peccato che non sia ancora in vendita nei negozi.
Sono poi proprio necessari cani, gatti e pesci robotici che grandi aziende di elettronica come Sony, Tiger e Bandai hanno realizzato e messo in commercio forse convinti che gli amanti degli animali li avrebbero acquistati perché ritenuti molto meno impegnativi di quelli in carne e ossa?
Servirà poi a qualcuno l'interprete digitale di Fido, un software che promette di tradurre il linguaggio canino? Sicuramente non a migliorare la qualità della vita, ma senz'altro a ridurre il conto in banca.
2
maggio
2003
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