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E se pure il multilevel fosse una religione? Dalle vendite di saponette e polizze al misticismo e al culto della setta
Dio non c'entra, o forse solo di striscio, ma sta di fatto che alcuni studiosi del Cesnur (Centro per gli studi sulle nuove religioni) hanno analizzato tecniche e pratiche del multilevel marketing e vi hanno individuato caratteristiche che ricordano quelle delle sette religiose. Il sistema è conosciuto, le aziende più famose che lo utilizzano sono Amway, Herbalife e Avon, consiste in vendite dirette organizzate secondo una struttura piramidale. Non ci sono negozi, i prodotti vengono distribuiti da persone che lavorano su commissione, che piazzano la merce a parenti, amici, amici di amici e conoscenti vari. Ma il vero business non è riempire la vicina di casa della nonna di prodotti per le pulizie, ma convincere altre persona a diventare venditori. Sulle entrate di queste, infatti, si prenderà una percentuale, così come sulle entrate delle persone ingaggiate da queste e così via. La promessa è di grandi guadagni, ma i risultati sono tutti da verificare.
Il clou della faccenda sono i meeting motivanti, incontri con venditori o aspiranti tali organizzati nel lusso di grandi alberghi con il chiaro obiettivo di fare colpo su chi è in cerca di un lavoro o di un guadagno extra. I manager dell'organizzazione salgono sul palco e raccontano dei loro successi, ostentano il loro stile di vita, case, automobili, viaggi, benefit di migliaia di euro, guadagni senza pari ottenuti senza far nulla perché «una volta che avrete sotto di voi altri venditori - dicono - saranno loro a lavorare per voi». Palloncini e coriandoli, musica a tutto volume, applausi, storie commoventi di grandi riscatti sociali, «anche tu puoi farcela» urlato nei microfoni delle sale convention.
La volontà è quella di creare un legame, un gruppo contraddistinto da ideali ben precisi. E la realtà si scinde in due: coloro che appartengono all'organizzazione e coloro che ne sono fuori. Chi partecipa al multilevel incarna, in fondo, il sogno americano: tutti ce la possono fare, ma ce la fa solo chi lo vuole veramente (dunque, sotto sotto, chi è povero deve piangere se stesso). I valori a cui fare fede sono: la ricerca del successo, spirito imprenditoriale, voglia di fare, autonomia, fiducia incondizionata nel futuro e la volontà di conquistare qualsiasi obiettivo ci si prefigga. Tra le motivazioni offerte dall'azienda Mary Kay alle proprie dipendenti, eccone alcune tra le più significative: «La nostra missione è arricchire la vita delle donne. Lo faremo in modo tangibile, offrendo alle consumatrici prodotti di qualità, opportunità finanziarie alle nostre forze vendita. Cercheremo di toccare il cuore e lo spirito delle donne. Porteremo avanti la nostra missione con altruismo, vivendo i valori positivi che la nostra azienda incarna. Integrità, entusiasmo, leadership, qualità, lavoro di squadra, servizio. Manterremo un equilibrio armonico nelle nostre vite tra Dio, famiglia e carriera».
18
aprile
2003
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