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OSPITI TV 
«Stavolta sparo sulla tv»

Gaetano Amato, protagonista de "La Squadra" dice la sua sugli ospiti. Senza peli sulla lingua.

Ospiti che fanno gli ospiti, sconosciuti eletti al rango di guest stars, attori in carriera che si umiliano pur di comparire in veste di pagliacci nei salotti televisivi di turno. Un meccanismo perverso che non solo alimenta la non-cultura e una televisione sempre più brutta, ma soprattutto ingenera il legittimo sospetto che alla fine vada a tutti bene così. Che il mondo dello spettacolo sia un omogeneo tutt'uno in cui il gioco delle parti si può tirare fino alle estreme conseguenze trasformando costantemente e ciclicamente attori seri in clown, sconosciuti in divi e viceversa. Per fortuna è solo un sospetto. Perché voci fuori dal coro, e pure autorevoli, arrivano anche dall'interno. In tal senso è davvero significativa la testimonianza di Gaetano Amato, volto noto della tv (è il protagonista della serie di successo "La squadra") e attore di rara bravura. Uno che al sistema perverso alimentato dalla tv di oggi ha deciso di non piegarsi: e non lo manda a dire.

Dobbiamo tenere in considerazione - dice Amato - che oggi la tv ha sostituito la chiesa. E questo influisce sul modo di vivere delle persone.

Qualcuno ha colpe specifiche in tal senso?
Il primo a orientare la tv verso il basso, creando dei programmi pieni di ospiti ma a basso budget è stato ed è tuttora Maurizio Costanzo. Si usano sempre le stesse facce e si fanno girare da una trasmissione all'altra. La gente così non ha più quello che vuole, ma a forza di martellare si fanno passare per buoni prodotti assolutamente scadenti.

Se la televisione italiana è caduta così in basso c'è dunque sotto un motivo economico?
In parte senz'altro sì. Costa meno prendere ospiti che non sono nessuno e che nella vita fanno gli "ospiti" o addirittura dei non professionisti spacciati per tali, piuttosto che chiamare gente di spessore che però costa di più. Ma alle spalle di questo meccanismo economico c'è un pericolo culturale che viene alimentato più o meno volontariamente.

Ovvero?
Ci rimbecilliscono con la spazzatura. A forza di vedere balletti, stacchetti e idiozie del genere si generano falsi miti nei giovani che sono attratti da un luccicchio perverso e pericoloso che non è oro. Ma qual è il risultato? Le ragazze vogliono fare le veline e i ragazzi vogliono partecipare al "Grande Fratello", è assurdo. Ma è inquietante pensare che qualcuno abbia interesse nell'alimentare il meccanismo della sottocultura. Del resto siamo in un Paese in cui tutti vogliono fare gli scrittori ma nessuno legge un libro...

Eppure molti suoi colleghi non hanno problemi ad andare in tv a fare presenza...
E non si rendono conto di quanto ciò li squalifichi. Un conto se ti fai invitare perché hai qualcosa da dire, un conto è se vai a fare vetrina in maniera anonima, lasciandoti schiacciare da meccanismi che ti sfruttano e ti ridicolizzano. A volte mi sento in imbarazzo io stesso di fronte a certi colleghi che vanno a fare figure meschine in televisione pur di comparire.

Queste cose in tv le ha mai dette?
E a chi? A me non m'invita nessuno. Sono un attore, non un ospite. E non sono una persona diplomatica. Chi può avere interesse a farmi dire quello che penso? E poi parliamoci chiaro: anche quello degli ospiti è un meccanismo che si alimenta da solo: monopolizzato da alcune facce e da alcuni manager. Se non ti pieghi alle loro regole sei tagliato fuori.

Della tv salva qualcosa?
Sì, Rai Tre. L'unica rete con una programmazione decente.

29  aprile  2003

  Matteo Grandi
  dalla rete
Gaetano Amato Il sito ufficiale
Fiction e politica Quanto tira?
La squadra in tv Un clic su Libero

  sommario
Professione ospite 
Ospiti in rosa 
Quando il maschio fa audience 
«Stavolta sparo sulla tv» 
Gaetano fuori
dal set
Gaetano Amato è nato a Castellamare di Stabia il 5 giugno del 1957. Diplomato all'Isef e laureato in pedagogia ha fatto l'insegnante di educazione fisica per molti anni prima di intraprendere la carriera di attore. Ex sportivo di livello nazionale (ma lui si definisce "molto ex") ha giocato a calcio in serie C1 ma ha smesso per infortunio a soli 17 anni. Ha praticato anche atletica leggera, canottaggio, nuoto e altri sport.
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