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BACKSTAGE A LUCI ROSSE 
Natasha Kiss
Divi per un giorno

Per girare un film a luci rosse non è sempre necessario essere un attore professionista

Chi l'ha detto che solo gli attori professionisti possono girare un film a luci rosse? Le occasioni per cimentarsi con questo mestiere non mancano: le selezioni degli aspiranti pornodivi sono sempre aperte.

Se però si desidera girare una pellicola erotica solo allo scopo di combattere la noia coniugale non sarà necessario sottoporsi a un casting, ma basterà scegliere di essere il protagonista di un filmino amatoriale.

Per realizzarne uno, niente registi di fama internazionale o attrezzature cinematografiche degne di un set hollywoodiano, ma solo una telecamera digitale e una qualsiasi location. Il copione? A suggerire cosa fare sarà niente meno che la propria fantasia.

Nel caso in cui, una volta girati un po' di filmini, ci si renda conto di essere portati per questo lavoro basterà contattare uno dei tanti registi italiani specializzati in pellicole erotiche e sottoporgli il filmato.

Così ha iniziato, ad esempio, la neo pornodiva Silvia Melli, che insieme al marito contattò niente meno che Leo Salemi. Per l'ormai affermata pornostar Natasha Kiss, ex ballerina di lap dance e frequentatrice di locali per scambisti, tutto cominciò invece nell'estate del 1997 quando il consorte si propose come cameraman e addetto al montaggio di film a luci rosse.

«Sono un'esibizionista - ha dichiarato Natasha -, perciò ho scelto questo mestiere. Inoltre non sopporto di ricevere ordini e l'hard mi permette di essere più libera, non ci sono copioni fissi. Oggi poi - prosegue - con la mia casa di produzione lavoro per me, sono padrona dei miei personaggi e preferisco che sia mio marito, al limite, a dirmi cosa fare. Le trame le scriviamo insieme. Mi sento una donna fortunata ho avuto tutto dalla vita: un marito che adoro e amo, due bellissimi figli e un lavoro che mi piace. Diciamo che ho unito l'utile al dilettevole!».

15  aprile  2003

  Marcella Gaudina
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Inaugurato il primo centro italiano per la terapia della dipendenza sessuale, che in Italia colpisce il 5% dei maschi e il 3% delle donne. Si chiama Cedis (Centro di ricerca e trattamento per la dipendenza sessuale), attivo a Roma da questo mese. Secondo i dati finora raccolti negli Stati Uniti, i sesso-dipendenti sono più numerosi tra gli uomini, hanno in media 40 anni e sono per la maggior parte (oltre il 60%) eterosessuali. Nel 40% dei casi sono sposati e nel 33% single mentre il 22% è separato e il 5% divorziato.
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