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BACKSTAGE A LUCI ROSSE 
Franco Trentalance sul set in compagnia di una collega
Il fuoriclasse dell'hard

Franco Trentalance racconta come riuscire a fare sesso "a comando"

Come in tutti lavori, per diventare un attore hard bisogna fare tanta gavetta cioè girare con produzioni minori e, purtroppo, anche con brutte donne. Una volta però entrati nelle grazie di qualche regista e del pubblico le cose cambiano decisamente in meglio: ragazze splendide e copioni con ruoli impegnativi, sotto ogni punto di vista.

Così è successo a Franco Trentalance (nella foto in compagnia di una collega) che oggi si può "vantare" di essersi guadagnato lo status di professionista. «In questo mestiere - racconta Trentalance - la gavetta serve anche a chi è un superdotato di natura perché ci vogliono diversi anni prima di diventare un vero pornostar. Non a caso le produzioni quando hanno bisogno di attori si rivolgono sempre agli stessi. Uno alle prime armi e con poca esperienza dà sicuramente meno garanzie di successo». Fare sesso su un set non è sicuramente un'impresa facile.

Non è difficile essere un uomo a comando?
Certo che lo è, soprattutto se si pensa che è il regista a decidere quando, dove, come, con chi e per quanto tempo devi fare sesso.

Come si fa in queste condizioni a dare il massimo?
Ognuno ha le sue risorse. Di base gli attori porno hanno pulsioni sessuali molto forti rispetto agli altri uomini. Se poi vogliamo generalizzare, gli attori hard si possono dividere in tre categorie: i superdotatissimi, cioè quelli che pur di riuscire a fare questo mestiere si sparano testosteroni a tutto andare compromettendo a lungo andare sia salute che carriera; quelli in grado di eccitarsi con qualsiasi partner gli si presenti davanti (vecchia, grassa o brutta) che però riscuotono poco successo fra i registi perché sul set risultano troppo freddi e, infine, quelli, ai quali appartengo io, a cui viene naturale fare sesso davanti a degli estranei se la partner piace.

E la troupe non rappresenta un problema?
Sembrerà strano ma in questo lavoro è molto più importante avere feeling con l'operatore e la troupe in genere che con l'attrice di turno.

Quante scene giri all'anno?
Dalle 90 alle 100. Sul set si possono trascorrere in media dalle 2 alle 6 ore. A volte però possono essere anche molte di più se il regista ha previsto di girare sia scene "soft", in cui si fa sesso simulato, e "hard".

Ma fare questo lavoro è comunque divertente?
Girare scene soft, cioè facendo finta di fare sesso, è veramente impegnativo. L'hard invece è faticoso ma con un pizzico di piacere.

Hai mai fatto cilecca sul set?
I pornodivi sono soliti nascondere i momenti di défaillance. Io, invece, non mi vergogno a dire che qualche volta mi è capitato ma sono sempre riuscito a cavarmela. L'esperienza in fondo serve anche a questo.

Quando smetterai?
Ho 37 anni ma ritengo di avere ancora tanto da dare anche perché non è vero che a una certa età un attore hard è da buttare via, anzi. Con il passare del tempo i ruoli da interpretare aumentano. Ma bisogna sapersi mantenere in forma. Io, ad esempio, non fumo, non bevo, assumo costantemente integratori, vitamine, faccio tiro con l'arco, tennis e cavallo. Senza considerare poi che il sesso sul set è paragonabile a uno sport.

Lavoro faticoso non solo per i maschietti?
Di sicuro le donne fanno molta più fatica di noi. A volte succede che, mentre si sta girando, qualcuna pianga ma più per la tensione di doversi muovere come decide il regista che per il dolore fisico. Nessuno le costringe a fare quello che non vogliono. Le donne comunque sul set non godono mai.

Ripercussioni sulla vita privata?
Beh, un certo automatismo nel fare l'amore e la pretesa di volere prestazioni da cinema dalla compagna di turno.

Progetti per il futuro?
Credo che una volta smesso di fare l'attore hard resterò comunque nel settore.

Un sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe recitare in una fiction. Ci sono andato vicino girando una puntata zero per la televisione spagnola.

15  aprile  2003

  Marcella Gaudina
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  sommario
Set a luci rosse 
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Da segretaria a pornostar 
Il fuoriclasse dell'hard 
Divi per un giorno 
La dura gavetta
Quando e perché hai iniziato a fare questo lavoro? Ho cominciato 5 anni fa dopo aver fatto un po' di tutto dal barman nelle discoteche all'animatore nei villaggi turistici. Ma la mia passione sono sempre state le belle donne e la recitazione. In passato ho seguito anche qualche corso per apprendere l'arte.
Il tuo debutto professionale?
Lo ricordo con piacere perché capita veramente a pochi di iniziare con due pezzi forti dell'hard come Milly D'Abbraccio e Rocco Siffredi. Con loro feci un servizio fotografico hard per Riccardo Schicchi.
Tra un film hard con una trama e uno con solo scene di sesso quale preferisci girare?
Decisamente il primo anche perché i registi con cui ho finora lavorato dicono che mi riesca molto bene recitare. Nel mondo dell'hard gli attori si dividono in due categorie: i performance che fanno solo scene di sesso e gli attori veri e propri che sanno reggere un ruolo.
Il tuo rapporto con internet?
Di odio e amore. Uso la rete e la e-mail per esigenze di lavoro: scrivo per due riviste online di settore.
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