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Un po' di dignità per la Elia Gentile Direttore, vorrei che lei si facesse promotore di un'iniziativa a favore dei molti sostenitori del valido personaggio televisivo ANTONELLA ELIA. Sicuramente la mia e-mail è tra le tante che le saranno state di certo indirizzate. Potrebbe influenzare il Dr. Maurizio Costanzo e indurlo a miti consigli e quindi far sì che ANTONELLA ELIA conquisti un legittimo, dignitoso e congruo spazio, possibilmente senza interruzioni, nella trasmissione "Buona Domenica" e anche un ruolo da protagonista in una fiction tv. Del resto, tra tutti i personaggi presenti a "Buona Domenica" ritengo ANTONELLA ELIA vera, sincera, spontanea, genuina, controcorrente e soprattutto dotata di qualità uniche e non inferiori a quelle degli altri. Nel ringraziarla per l'attenzione dedicatami, con l'occasione mi pregio inviarle i più distinti e cordiali saluti. Angelo Castellano (angelocast@email.it)
Siamo tutti nel tunnel Sono Federico Bertamino, studente di Ingegneria di Genova e sto facendo una tesi riguardante la sicurezza nelle gallerie. Nel fare questo lavoro mi sono reso conto della drammaticità della situazione italiana e so che se mi limitassi a fare la mia tesi e basta, il mio lavoro sarebbe stato vano. Mi sono permesso così di scrivere un breve articolo nella speranza che, anche se non verrà pubblicato, qualcuno si accorga del problema e mi aiuti ad attirare l'attenzione pubblica su di esso.
Nell'ambito della sicurezza stradale, un problema sembra essere trascurato SIAMO DENTRO AL TUNNEL Lunghe gallerie trafficate prive dei più elementari dispositivi di sicurezza: così si può riassumere la situazione dei tunnel italiani.
È già da alcuni mesi ormai che si sente parlare un po' ovunque di sicurezza stradale: limiti e sanzioni più severe, patente a punti e, di recente, una "giornata nazionale della sicurezza stradale". Le statistiche parlano chiaro: tutto ciò sta contribuendo favorevolmente all'aumento della sicurezza sulle nostre strade. Tuttavia, se si riflette a mente fredda sulla situazione italiana, si possono individuare alcuni grandi rischi che sembrano non essere stati del tutto considerati. Quello della sicurezza nei tunnel è appunto uno di questi. Il disastro del Tunnel del Monte Bianco nel 1999 pareva aver attirato sul problema un po' d'attenzione ma, a distanza di ormai 5 anni, la situazione è più o meno sempre la stessa. Certo, i grandi trafori hanno subito serie verifiche e su di essi sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza. Tuttavia non bisogna dimenticare l'Italia possiede il 43% dei tunnel d'Europa e che i trafori alpini (Frejus, Monte Bianco e S. Gottardo) rappresentano soltanto una piccola frazione di essi. La normativa francese P.I.A.R.C. stabilisce le dotazioni di sicurezza che devono essere presenti in una galleria in funzione della sua lunghezza e del traffico che la attraversa. Chiunque può accedere a queste norme e confrontarle con la situazione delle gallerie italiane: si renderà conto subitaneamente dei rischi che corre ogni volta che vi transita con la sua auto! Un esempio per tutti, la A12: essa è una delle vie di comunicazioni più importanti d'Italia, in quanto diretta nel porto nazionale più importante, Genova. Ogni giorno, centinaia di auto ma soprattutto TIR e autocisterne la percorrono in entrambi i sensi di marcia, viaggiando su altissimi viadotti e attraversando lunghi tunnel. Non è poi così impensabile che uno di essi possa creare un incidente in una delle tante gallerie. E se da quest'incidente ne scaturisse un incendio, anche di piccola potenza, le conseguenze potrebbero essere drammatiche per le persone imprigionate nel tunnel. In Internet sono facilmente reperibili i risultati di alcuni test condotti in Svezia e negli U.S.A. ( progetti EUREKA e "MEMORIAL TUNNEL" ). Leggendoli, chiunque si renderà conto di quali conseguenze potrebbe avere l'incendio anche solo di un'autovettura se non si interviene a migliorare la sicurezza delle gallerie. Naturalmente, così come Roma non fu costruita in un giorno, anche questo problema si potrà e si dovrà risolvere per gradi. Tuttavia, se nessuno considera questo rischio come tangibile, la possibilità che si replichi una tragedia come quella del Monte Bianco si fa ogni giorno più concreta.
15
dicembre
2004
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