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Il quadro militare Ecco come si annunciava il quadro militare alla vigilia del conflitto (fino al 20 marzo). Poi, alla prova dei fatti, molte cose sono cambiate
Sullo scenario militare dell'inizio di Iraqi Freedom, la seconda guerra all'Iraq, il confronto fra le forze in campo è molto diverso da quello di Tempesta nel Deserto del 1991.
Primo aspetto. Dodici anni fa si usarono solo il 10% di bombe "intelligenti". Stavolta saranno il 90% e molto più avanzate: la guida satellitare ha sostituito la guida radar. Gli Usa, poi, potrebbero usare ordigni (come le Bunker Blaster, i missili "spaccabunker") dotati di piccole testate atomiche: la Casa Bianca ne ha autorizzato l'impiego in risposta ad attacchi non convenzionali. Oppure la nuova "Moab" la superbomba da 10 tonnellate.
Secondo aspetto. Nelle prime 24-48 ore, gli alleati attueranno bombardamenti a tappeto con ben 3mila missili e ordigni lanciati da grande distanza per evitare la contraerea. In azione i bombardieri "invisibili" B-1, B-2 e Stealth, le fortezze volanti B-52. Li affianca una pioggia di missili Cruise e Tomahawk, lanciati da navi e sommergibili nel Golfo, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo. Nella regione gli Usa hanno 5 portaerei, l'Inghilterra la portaerei Ark Royal. Poderosa la forza anfibia.
Obiettivi di questa prima fase sono postazioni radar, batterie antiaeree, centri di comando e controllo, rampe di lancio di missili. Scopi sono eliminare le capacità di risposta dell'esercito di Saddam, impedirne le comunicazioni disorientare il nemico e minarne la fiducia. A questo scopo potrebbero essere impiegati nuovi missili intelligenti sperimentali (microonde), in grado di paralizzare i computer iracheni.
Nella stessa fase saranno colpiti i siti ritenuti fabbriche o depositi di armi di distruzione di massa. Armi chimiche, biologiche e forse (come ipotizzano ancora Usa e Gran Bretagna) l'atomica, sono state individuate in località sperdute ma anche in una serie di siti attorno a Bagdad, Bassora, Tikrit, Mosul e Tharthar. Anche se durante le ispezioni gli inviati dell'Onu non hanno trovato che alcune decine di ogive vuote. Israele si è preparato al peggio, mettendo in massima allerta la contraerea e potenziando le batterie di missili "antimissile" Arrow e Patriot.
Terzo aspetto. Il grosso dell'armata (350mila uomini in totale) partirà quasi nello stesso momento. L'annunciata e rapidissima invasione, metterà in moto circa 250mila uomini con carri armati, elicotteri e aerei d'assalto. Il grosso delle truppe di terra attaccherà dal Kuwait; altri contingenti di forze speciali potrebbero muovere dalla Giordania, mentre un ruolo di primo piano lo avranno i paracadutisti lanciati dietro le linee nemiche. Punteranno su Bassora e su Bagdad: obiettivo conquistarla entro 4-7 giorni.
Saddam contrappone un'armata che disporrebbe, secondo le informazioni degli 007 inglesi, di 375 mila uomini, circa 80 missili a lungo raggio Al Abbas e Al Hussein, oltre ad alcune decine di altri vettori sovietici e un centinaio di Al Samoud 2 sperimentali. L'aeronautica conterebbe circa 500 velivoli di cui meno di 100 operativi.
A terra si stimano circa 2.200 carri armati (vecchiotti) e, soprattutto, poche divisioni efficienti dell'esercito. Fra esse la Guardia Repubblicana (50mila uomini), l'unico reparto d'élite del Rais. Ma Saddam, che ha diviso il territorio in quattro comandi militari e disposto le truppe in più anelli concentrici attorno alla capitale, avverte: «Ogni iracheno combatterà casa per casa».
20
marzo
2003
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