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Purché intelligenti Il cervello come arma di seduzione
Vota anche tu l'uomo che ti fa impazzire!
Come dicevano le nonne, la bellezza passa e la stupidità resta. Trascorrere il resto dei propri giorni con un ex Big Jim che sa sì e no parlare di due argomenti, e neppure troppo interessanti, è davvero una condanna. E poi una battuta acuta e un'osservazione puntuale possono essere eccitanti quanto una carezza proibita, sicuramente più entusiasmanti dello sguardo vacuo di un qualsiasi manzetto che pensa che Heidegger sia il nome del nuovo cancelliere tedesco. L'intelligenza è ingrediente indispensabile in più di una situazione, nel lavoro come nel letto. Perché trastullarsi con un bellone da spiaggia che subito dopo l'orgasmo è in grado tutt'al più di andare in bagno con la Gazzetta dello Sport sotto al braccio? Meglio, molto meglio, l'intellettuale, l'uomo colto che ha la frase giusta per ogni occasione, che sa intavolare una conversazione con chiunque, con la signora del negozio di fiori all'angolo così come con l'autore dell'ultimo romanzo di grido. Meglio come marito e come amante, come compagno di vita e protagonista di un'avventura senza futuro.
Non necessariamente geniale significa brutto, e neppure ultrasessantenne. Dave Eggers, nuova rivelazione della letteratura americana, è giovane, belloccio, ha una discreta disponibilità economica (in seguito ai successi del suo romanzo) e una mente brillante. Roberto Vacca, laureato in ingegneria elettronica, parla sei lingue e una spruzzata di cinese, la sue conoscenze spaziano dal Medioevo alla futurologia, ha insegnato nelle più prestigiose università italiane e americane e la sua somiglianza con Sean Connery, con cui condivide anche una splendida voce, è impressionante. Gianni Vattimo, filosofo, teorizzatore del pensiero debole, è un uomo dal fascino indiscutibile. Vincenzo Cerami, scrittore, sceneggiatore di fiducia di Roberto Benigni e Andrea De Carlo, romanziere di successo, sono entrambi attraenti e circondati da attenzioni femminili.
Ma tra gli intellettuali il più richiesto è sicuramente il filosofo: sa ascoltare (dote rara, anzi, rarissima) e sa parlare, è profondo e sa esattamente quali corde toccare nelle donne che incontra. Gettonatissimi Massimo Cacciari, Remo Bodei e soprattutto il francese tenebroso Bernard-Henry Levy. Vanno forte anche i giornalisti, il giovane Luca Sofri in testa, il quale però ha già conquistato il cuore e l'utero di Daria Bignardi (da poco partoriente), seguito a ruota da Gad Lerner e Giuliano Ferrara (per chi ha il gusto per il diverso). Si piazzano bene anche Michele Santoro e Marco Travaglio, d'altra parte l'uomo "contro" ha un suo perché.
E se molti esponenti della classe politica non spiccano certo per intelligenza o capacità oratorie, Fausto Bertinotti fa eccezione. Alle donne piace e piace eccome, ai comizi signorine e signore di tutte le età urlano «Fausto sposami» e si accalcano sotto al palco sperando in suo gesto, in un bacio rubato al compagno. Piace il tono garbato e l'aria da gentleman, ma soprattutto piace l'uomo di cultura. Alcune, però, preferiscono l'intellettuale artistoide, un po' nervoso e scorbutico ma tanto sensibile, che sa essere geniale ma pretende momenti di autonomia per sprigionare creatività. Uno per tutti: Riccardo Muti, osannato e sospirato idolo delle signore milanesi, che ai concerti vanno soprattutto per vedere lui. Certo i delatori del genere intellettuale accampano una sola motivazione, appellandosi a un noto detto napoletano: se è vero che a letto non ci vogliono pensieri, tutti questi pensatori a letto se la sapranno cavare?
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7
marzo
2003
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