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Belle statuine Niente da dire sulla generosità di Madre Natura. Guai però a far loro una domanda
Vota anche tu l'uomo che ti fa impazzire!
Belli come il sole, intoccabili come una visione, scolpiti come un Bronzo di Riace in muscoli e ossa, desiderati come un sogno proibito. A patto che non si mettano in testa di voler sembrare anche brillanti. Prendendo in prestito un'etichetta forse troppo spesso appioppata alle donne, passiamo in rassegna la ben assortita galleria di "ochi giulivi". Quelli da copertina, da pubblicità, da farci bella figura solo invitandoli (a pagamento) all'inaugurazione di un locale.
Fisici da strabuzzare gli occhi, occhi da far girar la testa, testa non necessariamente traboccante di pensieri pesanti. Belle statuine? Sì, forse, perché no? Non sono forse gli uomini a far notare che, un bel paio di gambe, a volte, può far dimenticare qualche grammo di materia grigia in difetto? Meravigliosa parità.
Precedenza, di dovere, agli sportivi. Gente che può sbandierare senza tema di smentita trofei e numeri da competizione. Alberto Tomba, per esempio: una furia sugli sci, irresistibile con la medaglia d'oro al collo, un campione di genuinità. Peccato che quando ha provato a cimentarsi in qualcosa di diverso da uno slalom gigante ("Alex l'ariete" rimane uno dei flop più clamorosi della storia recente del cinema italiano) bene che gli è andata ha rimediato un silenzio misericordioso.
Il principe delle belle statuine sportive è senza dubbio David Beckham. Oltre a essere il giocatore più pagato del mondo (la stella del Manchester United percepisce 160mila euro a settimana), il marito di Victoria Adams (leader delle ex Spice Girls), il testimonial più richiesto dalla aziende di mezzo mondo (l'ultimo in ordine di tempo a ricoprirlo d'oro è stato un colosso della cosmesi giapponese), King David passa il suo tempo libero a lanciare mode (lo smalto rosa confetto sulle unghie, per esempio) e a ostentare tagli di capelli.
Nutrita la rappresentanza degli ochi giulivi lanciati dalla tv. Capofila è l'onnipresente Edoardo Costa, star di "Vivere" e ospite fisso delle buone domeniche costanziane e della stampa scandalistica (in coppia fissa con la chilometrica Alena Seredova). Seguono a ruota Raz Degan che, dopo aver bucato gli schermi col tormentone "Sono fati miei", è ricomparso dopo anni di assenza al fianco di Paola Barale in versione mistico-impegnata senza riuscire mai a mettere in piedi una dichiarazione degna di nota.
Tra un bellone e un altro, compaiono Daniele Bossari (fidanzato ufficiale di Filippa Lagerback) e Dennis Fantina (trionfatore della prima edizione di "Saranno Famosi"). Due "normali" che però piacciono al pubblico femminile (gli urletti che accompagnano le loro entrate sul palcoscenico sono inconfutabili). Per entrambi resta in piedi un interrogativo: c'è anche un po' di sostanza?
Ci prova in tutti i modi e gli va riconosciuta la tenacia nel tentare di risultare brillante ma sembra ormai evidente che il destino dello statuario Markus Schenkenberg (il modello tedesco scelto dalla Ventura come inviato di "Quelli che il calcio") inizi e finisca nello spazio di una passerella. Altrettanto potrebbe dirsi del bel tenebroso Gabriel Garko: ottimo per un fotoromanzo, buono per una soap, stretto per un film, improponibile per un talk show. Chiude la galleria dei "ma chi l'ha detto che deve essere per forza intelligente?" l'enigmatico Enrique Iglesias. Guai a fargli esprimere un giudizio sulla sua ultima canzone, vi risponderebbe di chiederlo al suo portavoce.
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7
marzo
2003
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