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TRASH O CULT? 
Libri trash, da Dante
a Harry Potter

Grandi maestri e scrittori improvvisati: viaggio nella letteratura usa e getta

Il primo, forse, è stato Dante nella Divina Commedia. Anzi, prima ancora, Catullo nei Carmina. Anzi, no, Aristofane nelle sue commedie. Una storia che parte da lontano, insomma, quella del trash nella letteratura. E a chi si scandalizza di fronte a simili accostamenti, riserviamo, subito, un'inevitabile precisazione. Questi grandi padri della letteratura, il cui genio è certamente indiscusso, furono tra i primi a prendere artisticamente in considerazione gli argomenti considerati più "bassi" (Tra le gambe pendevan le minugia; la corata pareva e 'l tristo sacco che merda fa di quel che si trangugia. Dante - Inferno, canto XXVIII). Una discesa dal piedistallo, insomma, per raccontare gli aspetti più concreti e sotterranei della vita quotidiana, dai baci lussuriosi della Lesbia di Catullo, allo sciopero del sesso nella Lisistrata di Aristofane.

Quindi, la prima considerazione di fondo appare scontata: non tutto il trash nei libri che leggiamo corrisponde a spazzatura. E la conferma arriva da Giulio Ferroni, docente di letteratura all'università La Sapienza di Roma: «Personalmente ritengo che, di per sé, il trash non escluda la possibilità di fare della grande arte. L'importante è non accettare soltanto il punto di vista della "immondizia", dello "sciocchezzatoio" o della banalità, perché non bisogna mai scordare che la degradazione va conosciuta fino e in fondo e che la grande arte può entrarvi in contatto».

La letteratura, infatti, è, forse, stata la prima arte a rappresentare l'orrore, la bruttezza, il degrado, la banalità. Prova tangibile di questa discesa verso il basso è rappresentata in prima linea dai generi comici e satirici e solo nel Novecento è subentrato il gusto del pulp. Basti citare, scorrendo rapidamente il corso dei secoli, le rappresentazioni del mondo contadino del Folengo, il mondo carnevalesco degli scritti di Rabelais, la degradazione morale di Bukowski.

A questo punto, fatte le debite premesse, è necessario correre subito a un'altra precisazione: oggi più che mai, il trash in letteratura non manca. Libri usa e getta, libri che salgono rapidissimi in vetta alle classifiche e che scompaiono nel nulla pochi mesi dopo, libri che conquistano il pubblico con argomenti leggeri, luoghi comuni, sentimenti facili e minestroni di idee. Libri che, volenti o nolenti, piacciono, vendono, sfondano. E per questo vanno trattati con il giusto rispetto.

In prima linea ci sono i prodotti editoriali realizzati dai comici. Ormai, i professionisti della risata hanno tutti, o quasi, il loro progetto editoriale nel cassetto e già pronto e luccicante nelle librerie di tutta Italia. I comici, insomma, sbancano: Litizzetto, Guzzanti, Ale & Franz, Giobbe Covatta. Ad esempio, Ezio Greggio si è appena cimentato nella prova letteraria dal titolo "E su e giù e trik e trak". Prende di mira tutti e tutto: dai politici ai film di successo, dalle amiche veline alle altre soubrette della tv, fino alle barzellette via sms che tempestano i nostri cellulari. Un altro comico assai produttivo sul fronte della scrittura è Claudio Bisio, di nuovo in libreria con "Che simpatico umorista", che propone ai lettori il proprio repertorio: dagli albori alle ultime battute di Zelig.

Cambiando prospettiva, una menzione d'onore nel campo del trash spetta alle centinaia e centinaia di titoli che affollano la famigerata collana rosa "Harmony". Pagine strappalacrime e piene di sentimenti, storie di tradimenti e turbamenti, tra pena e desiderio per l'amore irrealizzato. Aspettando, ovviamente, l'happy end. In questo gruppo, con una leggera variazione sul tema, potrebbe trovare spazio un vero e proprio bestseller venduto e tradotto in tutto il mondo: "Va' dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro.

Altro giro di valzer e si possono trovare i temi della violenza più cruda, della morte, del sangue e della droga nelle opere degli scrittori cosiddetti "Cannibali", da Enrico Brizzi a Aldo Nove. Una sperimentazione letteraria che in Italia ha fatto discutere a lungo i critici più affermati e che ha sollevato, a torto o a ragione, questioni anche di carattere etico.

Nel tempio dell'usa e getta letterario, poi, si sta perfettamente insinuando anche la scrittrice J.K. Rowling che ha appena sfornato l'ultima puntata (la quinta) del suo Harry Potter. Negli Usa c'è grande attesa per il nuovo volume (''Harry Potter e l'Ordine della Fenice'') della saga del piccolo mago che uscirà in 6,8 milioni di copie, con un prezzo esorbitante nel campo dell'editoria per l'infanzia: 29,99 dollari alla copia.

Almeno una menzione, spetta, infine, a "La rabbia e l'orgoglio" di Oriana Fallaci. Invettiva a tutto campo contro il mondo islamico, ha colto l'ondata di interesse e malessere collettivo maturata dopo l'11 settembre. Ira e indignazione per tutti gusti.

18  giugno  2003

  Mauro Milesi
  dalla rete
Canzoni Un pozzo inesauribile
Film Un archivio a tutto tondo
Vacanze di Natale Il mito, il sito

  sommario
Trash o cult? 
Grazie, prego, scusi canto il trash 
Imparati a memoria 
Libri trash, da Dante
a Harry Potter
 
Cevoli fa il bis
Dopo il grande successo del suo primo volume, "Cent'anni di Roncofritto", Paolo Cevoli raddoppia. Il comico di Zelig, diventato famoso nei panni dell'assessore Palmiro Cangini, decide di replicare il successo del suo primo romanzo e si rituffa nell'impresa letteraria con "Mare mosso, bandiera rossa". Un viaggio nell'assurdo della provincia romagnola raccontato benissimo e sempre divertentissimo. E anche qui si ripiomba nell'eterno dilemma: trash o cult? Paolo Cevoli, sollecitato in proposito dice la sua: «Innanzi tutto credo che se la tv diventa un mezzo per avvicinarsi in qualunque modo all'opera scritta questo non può che essere un bene. Dunque il fatto che il cabaret televisivo produca un fenomeno letterario parallelo non può che essere un bene a prescindere da ogni altra considerazione. E poi c'è caso e caso: definire "istant book" la raccolta di poesie di Oreglio è a dir poco fuorviante. Altri scelgono invece percorsi più facili e commerciali ma è pur sempre qualcosa che piace alla gente. Io ho cercato nel mio libro di privilegiare sempre la qualità. Se poi devo dire la mia sul confine fra trash e cult posso affermare che la Romagna in tal senso è la patria del genere: puoi trovarci il turista tedesco coi calzini bianchi sotto i sandali e il tipo col marsupio così come il modaiolo tutto firmatissimo dalla testa ai piedi. E ora chiedo io a voi: quale fra questi è più trash e quale più cult?»
Matteo Grandi
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