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DRAG KING 
Dopo le drag queen, le drag king

Quando le donne decidono di indossare pantaloni, baffi e basette

Per alcune è una moda, per altre una liberazione. Così come esistono le drag queen, uomini che si travestono da donne, esistono le drag king, donne che si travestono da uomini. Il trend è recente e arriva dagli Usa. Non si tratta di mero esibizionismo e neppure di un gioco erotico riservato alle lesbiche. Le donne che partecipano a questo tipo di show sono le più disparate, dalla ragazza regolarmente fidanzata che decide di provare un'esperienza diversa, per una sera, alla bisessuale. Il procedimento non è semplice e richiede diverse ore di preparazione e poiché il contatto con il pubblico è diretto, la trasformazione va curata nei minimi dettagli.

Per prima cosa si procede al binding, alla fasciatura del seno. Per fare questo occorre essere in due, una si limita a tenere le braccia alzate e a sopportare, l'altra le avvolge il torace con una fascia elastica di quelle che si usano per le caviglie slogate. Fa male? Sì, fa male, lo confermano tutte. Una volta che il busto è piatto e la fasciatura concede persino una parvenza di muscolo pettorale, non resta che esercitare la voce, tentando di abbassarla il più possibile, e imparare a camminare e a gesticolare come un uomo. Per entrare più nel personaggio può essere utile abbigliarsi. Pantaloni, camicia, scarpe. Si sceglie lo stile che si preferisce, purché maschile. Si raccolgono i capelli e si indossa una parrucca. Dopo di che è ora di pensare alla peluria. Niente posticci con lo scotch. L'effetto dev'essere il più realistico possibile: un po' di colla e poi baffi e barba realizzati con peli veri, perché se una signora del pubblico decide di allungare la mano e accarezzare, non deve rimanere delusa. E infine la parte più importante: un pene posticcio da infilare nei pantaloni (stessa logica della signora che allunga la mano). Non troppo grosso, non troppo piccolo, non troppo duro ma neppure molle, la giusta via di mezzo. Il colore conta: deve corrispondere alla pelle di chi lo indossa, non si sa mai lo si dovesse mostrare al pubblico, di sfuggita, per scaldare un po' l'atmosfera.

Quando tutto è pronto si sale sul palcoscenico, si saluta l'audience e lo spettacolo può iniziare. Si va dallo spogliarello alla classica performance in playback su brani noti di cantanti noti. I più imitati, per ora, sono Jimi Hendrix e Eminem. Molte drag king, una volta indossati i panni dell'uomo, si sono divertite a camminare per strada, a entrare nei negozi, a girare in metropolitana. Quasi tutte sono rimaste sconvolte dal senso di sicurezza che indossare un paio di pantaloni può dare. Niente apprezzamenti volgari o fischi, niente sguardi indiscreti, nessuna preoccupazione a girare un angolo buio o a infilarsi nei cunicoli della metro. La sicurezza si trasforma in potere quando si riesce ad attirare l'attenzione di un'altra donna per strada. La parità è ancora lontana.

18  febbraio  2003

  Giorgia Camandona
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Ati
È nata a Firenze il 22 gennaio 2003 la prima Associazione per i diritti civili dei transessuali (Ait). Presidente e fondatrice Sandra Alvino, 57 anni, a lungo posta ai margini della società perché ritenuta un "individuo pericoloso". Fra gli obiettivi quello di offrire sostegno psicologico, medico e legale a tutte le persone coinvolte in questo difficile passaggio d'identità. In futuro verranno avviate opere di sensibilizzazione nelle scuole italiane.
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