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E-life all'italiana Sempre più tecnologica e multimediale la famiglia del Belpaese
Qualche anno fa bastava possedere un frigorifero, una lavatrice e una lavastoviglie per essere considerati tecnologici. Nel terzo millennio sono ben altri gli "elettrodomestici" che non bisognerebbe farsi mancare per sentirsi protagonisti dell'era informatica. Cellulare, computer, lettore dvd, parabola, pay tv, play station, camera e video digitale sono solo alcuni degli oggetti hi-tech che dovrebbero essere presenti in ogni casa.
Ma quale rapporto ha la famiglia del Belpaese con le tecnologie? E soprattutto quanto è disposta a spendere per stare al passo con i tempi? A questa serie di domande ha cercato di rispondere "L'Italia dell'e-family" il rapporto annuale realizzato da Federcomin, la Federazione di Confindustria delle aziende di telecomunicazione, radiotelevisione e informatica, e Anie, la Federazione nazionale imprese elettroniche ed elettriche, che ha evidenziato come gli italiani siano sempre più ipertecnologici e multimediali.
«I dati emersi dal rapporto Federcomin Anie - ha spiegato il presidente Federcomin, Alberto Tripi - fanno della famiglia italiana un universo di robusta spinta tecnologica, in grado di tenere il passo con i Paesi maggiormente sviluppati. Se l'intero Paese avesse seguito gli stessi indici di crescita e di diffusione di consumo delle tecnologie, avremmo toccato soglie di competitività più alte. Emergono, tuttavia, segnali di debolezza nell'uso del pc nelle scuole e nella crescita di internet».
Tra le zone d'ombra evidenziate dalla ricerca vi è infatti la modesta diffusione del personal computer a scuola (solo il 30% degli studenti ne ha accesso mentre un 48% non ne fa ancora uso) e lo scarso uso, tra le mura domestiche, del computer per usufruire di servizi online come quelli, ad esempio, offerti dalla pubblica amministrazione. Secondo una ricerca condotta sull'e-government da Tns Abacus sono ancora pochi gli italiani che sbrigano le pratiche burocratiche via web.
Punti deboli su cui il governo e il ministro per l'Innovazione Lucio Stanca hanno intenzione di intervenire con una serie di provvedimenti atti a incentivare e favorire la cultura informatica nel Belpaese visto anche che tra le priorità dell'esecutivo ci sono la modernizzaizone tecnologica del Paese e l'e-government (vedi box a lato).
14
febbraio
2003
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