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Stasera (ti) cucino io Oggi le donne sono più attratte dal cibo che dal sesso. Il rimedio? Prenderle per la gola...
Sarà la vita frenetica di tutti i giorni, saranno i rari momenti di intimità della coppia, limitati nella maggior parte dei casi a poche ore serali in cui è più facile essere sopraffatti dalla stanchezza che dal desiderio, fatto sta che le coppie scoppiano sempre più facilmente e rapidamente. Specialmente a tavola.
Ma, per restare in campo culinario, quello che più spaventa è il risultato di un sondaggio condotto qualche tempo fa dalla rivista "Riza Psicosomatica" su un campione di ben 886 donne, tra i 17 e i 55 anni. L'indagine parla chiaro: il 50% delle donne, oggi, preferisce i piaceri della gola a quelli del letto. Alla domanda "Cosa ti dà più piacer?", amore e amicizia sono risultati al primo e al secondo posto. Al terzo il cibo, mentre il sesso occupava solo il quinto posto. Come dire: magari l'amore resiste, ma a venire meno è sempre più spesso la fatidica passione, che rappresenta il quid di una relazione, il valore aggiunto che distingue una semplice amicizia dal vero amore.
Se è vero che la maggior parte delle donne ha sostituito il piacere del sesso con quello del cibo, per l'uomo desideroso di riaccendere nella propria partner la scintilla del desiderio proprio il cibo potrebbe rappresentare un buon punto di partenza. Per ritornare a vivere la cena come un momento di complicità e non di rottura, preludio di una serata di passione. E dimostrarle che la pietanza migliore non è sempre, o non solo, quella che si ritrova nel piatto.
Si sa - perché lo si legge o sente ovunque - che gli alimenti afrodisiaci per eccellenza, conosciuti fin dall'antichità, sono crostacei, spezie, selvaggina, tartufi, cioccolato e carboidrati in genere. Quel che invece spesso non si conosce è il motivo per cui tali alimenti hanno acquisito tale nomea. Di sicuro gli antichi greci e romani non potevano conoscere i motivi scientifici per cui questi cibi influivano positivamente sull'aumento del desiderio sessuale. Probabilmente la loro conoscenza derivava dall’esperienza diretta. Certi prodotti sono infatti entrati nella lista degli "eccitanti naturali" talvolta per semplici ragioni di analogia morfologica con le zone erogene maschili e femminili (banane, asparago, ostriche), o anche in riferimento alle capacità amorose di alcuni animali, come il piccione, lo squalo, il rinoceronte, il cavallo. Basti pensare a storici afrodisiaci come i denti di narvalo, il pene di tigre, le pinne di squalo e il corno di rinoceronte. I greci consigliavano anche di mangiare tartufi, miele, uova e frutti di mare: questi ultimi, si pensa, perché legati alla spuma marina, dalla quale era nata Venere, dea dell’amore.
Quel che è certo è che gli alimenti e le bevande a potere vasodilatatore influiscono positivamente sull'eccitazione. Tra questi, l'alcol è sicuramente al primo posto. Dopo un bicchierino o due ci si sente più rilassati e maggiormente predisposti a qualunque tipo di relazione sociale, anche se il rischio di abusarne potrebbe sortire l'effetto contrario: un uso eccessivo di alcolici deprime il tono e narcotizza il cervello. E a quel punto la cilecca è assicurata.
Un'altra cosa scientificamente provata è l'importanza di ormoni quali l'androsterone (maschile) e la serotonina per il buon rendimento sessuale. Il primo ha il potere di attrarre le donne, il secondo influisce sull'aumento del buonumore, della sensazione di benessere e quindi del desiderio. L'androsterone si trova a gran quantità nel sedano (che tra le altre cose pulisce i denti e profuma l'alito, che per un appuntamento romantico male non fa...), mentre la serotonina è prodotta dal cervello dopo aver assorbito carboidrati associati all'aminoacido triptofano, presente in molti tipi di pesce, carne e latticini. Ecco spiegato il motivo per cui un buon piatto di pasta, condito possibilmente con del pesce, è quasi sempre segnalato nei menù afrodisiaci.
Stesso discorso per il cioccolato (i golosi gioiscano), che facilita la produzione di endorfine, un gruppo di oppioidi prodotti naturalmente dal cervello, che stimolano le sensazioni di euforia. Il cibo nero degli dei, inoltre, contiene feniletilamina, la stessa sostanza chimica che il cervello produce quando ci innamoriamo. Il cioccolato, quindi, non fa altro che prolungare lo stato di benessere indotto dall'innamoramento.
Un minerale fondamentale per il sesso è anche lo zinco, connesso a fertilità, potenza, e desiderio sessuale perché essenziale per la produzione di spermatozoi. Lo zinco è presente nelle carni, nei legumi e nel pesce. In particolare: una sola ostrica - altro alimento, non a caso, presente nella lista dei cibi eccitanti - procura da sola tutto il fabbisogno giornaliero di tale minerale.
Anche le spezie rientrano a pieno diritto nella lista degli afrodisiaci naturali, grazie alle loro proprietà eccitanti e vasodilatatrici. Tra queste il ginger, i chiodi di garofano, il rafano, la senape, che stimolerebbe l'azione delle ghiandole sessuali, la vaniglia, che possiede effetti euforici, e lo zafferano, stimolante delle zone erogene. Anche il ginko è continuamente elogiato dai sessuologi perché migliorerebbe il flusso sanguigno e quindi favorirebbe le erezioni.
E in tema di polemiche legate al recente divieto di fumo e alle proteste di chi non riesce a consumare una cena romantica al ristorante senza la compagnia di una "bionda", proprio il tabacco svolgerebbe un'azione negativa sulla vita sessuale. La nicotina infatti determina vasocostrizione e quindi minor afflusso del sangue agli organi sessuali.
Nonostante tutto questo, non sono comunque le vere o presunte virtù afrodisiache degli alimenti a fare la differenza. Una cena, cucinata con cura e attenzione, è senza dubbio un ottimo punto di partenza. Non tanto, o comunque non solo, per gli alimenti cucinati quanto per la modalità della preparazione e per il contesto: luci, musica, profumi.
Come scriveva Montalban nel suo libro "Ricette immorali": «Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare... ».
18
gennaio
2005
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