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A cena scoppia la coppia L'amore finisce a tavola. Lo dicono sei donne su dieci
Parlare della coppia non è facile. Ci si trova spesso catapultati in un universo indefinito e minato che risente dell'influenza di molteplici variabili. Quello che si può annunciare con estrema sicurezza, però, è che non esiste una ricetta per costruire l'unione perfetta, soprattutto dopo i divorzi di personaggi celebri come Al Bano e Romina Power o Pippo Baudo e Katia Ricciarelli. Da loro abbiamo appreso che anche i ricchi piangono, e che del domani non v'è certezza.
Al di là delle chiacchiere, a insinuare dubbi e perplessità sulla tenuta delle coppie ci pensano i tanti studi e ricerche condotti da giornali e magazine che vogliono fotografare la situazione. L'ultimo esempio è quello fornito dalla rivista "Dimagrire", in edicola nei prossimi giorni, dal quale emerge che la vera prova del nove per l'affiatamento di lui e lei non è il letto, ma la tavola. La ricerca, condotta su 936 donne sposate o conviventi di età compresa tra i 25 e i 55 anni, evidenzia infatti un aumento di litigi e contrasti durante l'ora della cena. Per sei 6 intervistate su 10 il pasto è momento di rinunce, compromessi e scontri.
Spesso infatti la vita insieme comporta un cambiamento delle proprie abitudini alimentari e il disaccordo giunge implacabile, come un pullman di giapponesi durante il periodo dei saldi. E non lascia scampo. Secondo la ricerca, a tavola nascono diverbi sul tipo di colazione da fare, sul grado di cottura della pasta, sulla scelta del vino, su quanto e cosa debbano mangiare i bambini. Per il 28% delle intervistate, matrimonio e convivenza significano rinuncia totale ai piatti che davvero piacciono, il 24% deve sottostare ai gusti e allo stile alimentare del partner, mentre il 13% si ritrova a cucinare le pietanze preferite dalla suocera ed essere poi rimproverato dai mariti che non le considera all'altezza.
Le cose si complicano con l'arrivo dei bambini. Mogli e mamme finiscono per mangiare, o meglio ingurgitare, pappette, merendine, dolcini (62%), rinunciando definitivamente a preparare le ricette preferite. Insomma per sopportare tutto questo bisogna essere seguaci di Gianni, il padre dell'ottimismo, oppure frequentare assiduamente i ristoranti, come in un eterno viaggio di nozze. Soluzione che però, presto o tardi, determina un inevitabile prosciugamento del patrimonio e una crisi insanabile.
Allora che fare? Probabilmente basterebbe comunicare di più con il proprio partner, fare in modo che anche il momento del pranzo o della colazione siano uno spazio di complicità da condividere insieme. Altrimenti, visto che la vita non è solo bianco e nero, ma esistono le sfumature (e quindi i compromessi), il menù può essere deciso una volta per uno e sono tutti contenti.
18
gennaio
2005
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